La Maddalena. “La Presidente Fabiola Lattarulo (Cl. 75) ringrazia tutti”
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“S. Maria Maddalena, 1 Marzo 2026 – Oggi non consegniamo soltanto un incarico…
oggi consegniamo un’esperienza. Consegniamo un cammino. Consegniamo un pezzo di vita vissuta insieme. Il Comitato non è semplicemente un’organizzazione. Non è solo un gruppo che prepara eventi, coordina celebrazioni o organizza momenti pubblici:
Il Comitato è un evento collettivo, sì – ma è anche profondamente personale. È qualcosa che accade dentro, prima ancora che fuori.
È una chiamata.
Una forma di vocazione.
Una spinta interiore che porta ciascuno di noi a dire: “Io ci sono”.
C’è chi risponde per fede. C’è chi lo fa per devozione, per sciogliere un voto, per mantenere una promessa fatta nel silenzio del proprio cuore. C’è chi sente il bisogno di servire, di ringraziare, di affidare.
E poi c’è chi partecipa perché si sente parte di una storia, di una comunità, di un’identità che lo precede e lo attraversa.
Una partecipazione che non è solo religiosa, ma anche storica, culturale, radicata negli anni, nelle generazioni, nelle tradizioni che hanno plasmato questa comunità.
Qualunque sia la motivazione, ciò che ci unisce è qualcosa di più grande di noi.
Lo si respira durante le celebrazioni. Lo si sente durante la preparazione degli eventi, nelle riunioni, nei momenti di tensione, nelle decisioni difficili. Lo si avverte nella fatica condivisa.
Perché sì, c’è fatica… C’è sacrificio personale.
Ci sono rinunce, tempo sottratto alle famiglie, alle proprie abitudini, alle proprie comodità.
E poi c’è quel momento unico, intenso, quasi sacro:
- il trasporto della statua sulla sua portantina.
In quel gesto non c’è solo forza fisica… C’è responsabilità. C’è spirito di servizio. C’è il peso simbolico di una tradizione che ci è stata affidata.
Portare la statua significa portare la fiducia di un popolo, la devozione di una comunità, la memoria di chi ci ha preceduti.
Questo lo può fare soltanto chi è animato da una determinazione profonda.
Da un convincimento autentico.
Che sia fede, che sia promessa, che sia senso di appartenenza: è comunque una forma di dedizione totale.
E se ci fate caso, alla fine di tutto, quando la prova è conclusa – perché di prova si tratta – accade sempre la stessa cosa:
- Ci si abbraccia.
Non è un gesto casuale. Non è solo entusiasmo: È il segno che insieme abbiamo attraversato qualcosa di impegnativo. Che abbiamo condiviso uno sforzo. Che siamo arrivati fino in fondo. L’abbraccio è il sigillo della fratellanza. È la prova che la collettività è diventata relazione. Che il sacrificio è diventato legame.
Il Comitato 75 ha vissuto tutto questo…

E io, come Presidente, porto nel cuore ogni sguardo, ogni difficoltà superata, ogni momento di unità.
Oggi passiamo il testimone al Comitato 76 con rispetto e fiducia. Sapendo che questa tradizione non si interrompe, perché affonda le sue radici in anni di storia che continuano a riecheggiare nell’animo delle persone. È proprio questo eco interiore che garantisce la partecipazione.
È questa memoria viva che continua a chiamare.
A voi che iniziate oggi, auguro di sentire quella chiamata. Di custodirla. Di onorarla con spirito di servizio e con unità.
E a tutti noi auguro di non perdere mai il senso profondo di ciò che facciamo:
- non solo organizzare, non solo celebrare, ma appartenere.
Grazie per aver condiviso questo cammino. Grazie per aver creduto nel Comitato 75.
Continuiamo, insieme, a custodire questa tradizione che non è solo un evento, ma un’eredità dell’anima.”
Fabiola Lattarulo – Presidente Comitato ’75
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“Grazie Comitato Classe 1975…”
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