La Maddalena. “Le Opposizioni impegnano il Consiglio Comunale per questioni private?
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REDAZIONE – Durante l’ultimo consiglio comunale le forze politiche di Opposizione hanno presentato una mozione di indirizzo politico (Vedi), attraverso la quale chiedono al Sindaco e all’amministrazione di impegnarsi nei confronti della Regione o altri Enti pubblici, per cercare dei terreni da destinare a stoccaggio/deposito dei Chioschi dopo l’imposto smontaggio, secondo la vigente normativa Regionale.
La proposta è stata presentata dal capogruppo di estrema destra (ex leghista) Francesco Vitiello, che rappresenta il Consigliere Stefano Cossu – (soggetto politico appartenente all’attuale coalizione del Campo Largo che governa la Regione Sardegna – nonché ex appartenente al direttivo provinciale dei Riformatori Sardi che sostenne l’ex governatore Solinas, oggi passato al centro sinistra…) – ed il consigliere sassarese Giovanni Manconi.
L’altro gruppo che ha sostenuto la proposta, è il Progetto Isole guidato dalla capogruppo Annalisa Gulino, di cui fa parte anche il consigliere Alberto Mureddu.
Questo tipo di attività, si ribadisce, ha da sempre la prescrizione dettata dalla norma Regionale di smontare i chioschi per poi depositarli in terreni idonei per finalità urbanistica, nonchè da altre norme igienico sanitarie della ASL
Una proposta, (la mozione), che al momento pare non possa risolvere nulla, sia dal punto di vista tecnico che giuridico. Ma anche una proposta che ha inevitabilmente stupito e diviso tanti cittadini.
Insomma: Un problema privato che viene presentato come un problema pubblico. Una mozione che riguarda esclusivamente la competenza regionale e che viene – a quanto pare – portata in maniera anomala in Consiglio comunale.
Da sommarie informazioni assunte presso gli Uffici Comunali, si apprende che lo strumento urbanistico, (in fase di adeguamento al PPR), non ha nulla a che vedere con questo problema sollevato dalle Opposizioni, soprattutto perché le zone B non sono mai state modificate, così come non sono state eliminate le precedenti zone D. Per tali ragioni, evidenziano dagli Uffici, queste continuano ad essere idonee anche per depositare i manufatti dei proprietari dei chioschi.
Ovviamente, quindi, tutta la vicenda è risolvibile attraverso un necessario accordo fra privati, nel senso che l’interessato deve concordare un regolare contratto di locazione con il proprietario del terreno e/o con il concessionario. Un po’ come fanno le altre attività isolane – (ristoranti e bar) – con i magazzini che pagano un affitto, oppure chi ha una barca che procede chiedendo un posto di ricovero, oppure ad un cantiere dove mettere a terra la propria imbarcazione.
Al momento, alcuni operatori dei chioschi isolani, almeno 4, hanno già regolarmente smontato e provveduto a depositare il proprio chiosco in aree idonee, ovviamente a pagamento e il prezzo lo fa il mercato, con una regolare trattativa fra privati e non con la pretesa di risolvere il rimessaggio da parte dell’Ente pubblico, come il Comune.
La mozione delle opposizioni, infatti, sembra presentare come emergenza qualcosa di privato, che non è mai stato di competenza dell’Ente pubblico, né prima né ora.
E molti cittadini, si stanno chiedendo:
- Perché questo tema e la proposta delle opposizioni sta dividendo i cittadini?
- Perché il problema nasce solo oggi? In passato c’erano siti idonei e oggi no?
- Perché si è arrivati a discutere del problema due giorni prima della scadenza quando l’obbligo di smontare e depositare in siti urbanisticamente idonei c’è sempre stato fin dal primo giorno del rilascio della concessione?
- Se un bar o un ristorante non trovassero un magazzino per mettere i tavolini e altri arredi dopo l’estate, chiederebbero al comune?
- Se una barca non trovasse posto in cantiere chiederebbe un posto alla Regione?
- Molte barche mettono a terra a Palau o ad Olbia (o altri luoghi) a proprie spese. È forse compito del Comune intervenire?
- E’ stata fatta una ricerca, contattando tutti i proprietari dei terreni zona B di La Maddalena? E chi deve contattarli?
- Chi deve presentare il progetto in comune per essere autorizzati?
Così, da giorni, la questione sta alimentando il dibattito locale, confondendo i cittadini e alimentando dubbi sulla mozione proposta e presentata, (peraltro a ridosso scaduto della scadenza imposta dalla normativa Regionale – 15 nov 2025).
Ma forse una soluzione più efficace c’è…
Questa mozione, riguarda certamente un problema di natura solamente privata, che naturalmente (credo) non andava presentata in Comune, ma probabilmente in Regione, Ente competente a legiferare e modificare in merito.
I Signori proprietari dei chioschi, quindi, per ottenere un successo certamente efficace e politico, si sarebbero potuti rivolgere direttamente al Consigliere Stefano Cossu, essendo egli sedicente appartenete alla coalizione politica di maggioranza che governa e amministra la nostra Regione Sardegna, facendosi così promotore di una specifica proposta di modifica della Legge Regionale (che obbliga i chioschi allo smontaggio delle strutture a fine stagione), consentendo così a questi operatori turistici di mantenere in uso le proprie strutture per tutto l’anno solare – (che sarebbe anche giusto…)
Intervenendo direttamente il Consigliere Cossu, certamente, avrebbe fatto anche un grande favore a tutti gli altri operatori della Sardegna – (Es. soprattutto a quelli del Poetto di Cagliari, che ad oggi purtroppo hanno già smontato i loro chioschi…).
Senza polemica.
Alberto Tinteri
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Weronika Kielar
Buongiorno, le informazioni sono imparziali, distore e poco hanno ha che vedere con la situazione attuale. Creare ancra più polemica sul tema dove si cerca di trovare un dialogo tra Enti e imprenditori non mi sembra altro che mettere più benzina nel fuoco. Se si continua alimentare le guerre politico- economico -sociali La Maddalena resterà una terra bruciata per i nostri figli.



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