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La Maddalena perde ancora residenti: “popolazione in calo con sempre più anziani”

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REDAZIONE“Calo demografico costante negli ultimi cinque anni”. Dall’interessante analisi di Claudio Rochi, pubblicata sul quotidiano L’Unione Sarda (Vedi), prendiamo spunto per approfondire l’argomento.

La Maddalena ha chiuso il 2025 con 10.658 residenti, 44 in meno rispetto all’anno precedente. Un calo che si inserisce in una tendenza ormai strutturale: negli ultimi cinque anni l’isola ha perso complessivamente quasi 400 abitanti. Dal –103 del 2021 al –108 del 2024, il declino demografico prosegue senza interruzioni, confermando un progressivo indebolimento della comunità residente.

Il dato appare ancora più significativo se confrontato con un saldo migratorio che resta positivo.

Nel corso del 2025, infatti, 242 persone hanno scelto di trasferire la residenza a La Maddalena, mentre 225 hanno lasciato l’isola. Un segnale di una certa attrattività del territorio, probabilmente legata più a ricongiungimenti familiari e alla presenza di una solida rete di assistenza sociale, comunale e cattolica, che a reali opportunità occupazionali. Un contributo, però, insufficiente a compensare il vero nodo strutturale: il forte squilibrio tra nascite e decessi.

Nel 2025 i nuovi nati sono stati appena 42, a fronte di 103 decessi, più del doppio. È qui che emerge con chiarezza l’effetto dell’invecchiamento della popolazione, oggi il principale fattore di trasformazione degli equilibri demografici dell’isola.

Le fasce d’età raccontano uno squilibrio sempre più marcato. I giovani tra i 10 e i 20 anni sono 813, mentre gli anziani tra i 70 e gli 80 anni arrivano a 1.305 unità, con una differenza di circa 500 persone. Ancora più evidente il confronto tra le età estreme: 562 bambini sotto i 10 anni contro 897 ultraottantenni.

Nel complesso, i residenti fino ai 50 anni sono 4.859, mentre quelli oltre questa soglia raggiungono quota 5.799, quasi mille in più.

Una fotografia che restituisce l’immagine di una comunità sempre più anziana, con conseguenze già visibili e destinate ad accentuarsi su scuola, sanità, servizi sociali e mercato del lavoro. Diminuiscono le famiglie giovani, calano le iscrizioni scolastiche – dalla materna alle superiori – con il rischio di soppressione di classi e una conseguente riduzione delle opportunità occupazionali nel settore educativo. Parallelamente, si restringe la platea di chi entra nel mondo del lavoro, mentre cresce la domanda di assistenza, servizi sanitari e strutture dedicate alla terza età.

Il Quadro demografico del Comune di La Maddalena 

  1. Andamento generale della popolazione

Al 31 dicembre 2025 il Comune di La Maddalena conta 10.658 residenti, registrando una diminuzione di 44 unità rispetto all’anno precedente. Il dato conferma una tendenza negativa ormai strutturale: negli ultimi cinque anni la popolazione residente è diminuita in modo costante, con un saldo complessivo negativo di diverse centinaia di abitanti.

Nel dettaglio:

  • 2021: – 103 residenti
  • 2022: – 93 residenti
  • 2023: – 49 residenti
  • 2024: – 108 residenti

L’andamento evidenzia un progressivo indebolimento demografico che non appare episodico, ma legato a fattori strutturali di medio-lungo periodo.

  1. Dinamica migratoria

Nel corso del 2025 il saldo migratorio risulta positivo. I nuovi residenti iscritti all’anagrafe comunale sono stati 242, mentre 225 persone hanno trasferito la residenza in altri comuni.

Il saldo positivo (+17) indica una residua capacità attrattiva del territorio, probabilmente riconducibile a:

  • ricongiungimenti familiari;
  • presenza di una rete di assistenza sociale comunale e del terzo settore;
  • legami affettivi e di ritorno all’isola.

Tale dinamica, tuttavia, non è sufficiente a compensare il saldo naturale fortemente negativo.

  1. Saldo naturale: nascite e decessi

Il principale fattore di contrazione demografica resta il forte squilibrio tra nascite e decessi.

Nel 2025:

  • Nati: 42 
  • Deceduti: 103

Il numero dei decessi è più che doppio rispetto alle nascite, determinando un saldo naturale ampiamente negativo. Questo dato rappresenta il nodo critico centrale della dinamica demografica locale.

  1. Struttura per età della popolazione

L’analisi delle fasce d’età evidenzia un marcato invecchiamento della popolazione.

  • Bambini 0–9 anni: 562
  • Giovani 10–20 anni: 813
  • Anziani 70–80 anni: 1.305
  • Ultraottantenni: 897

Il confronto generazionale mostra squilibri significativi:

  • tra 10–20 anni e 70–80 anni: circa 500 unità di differenza;
  • tra under 10 e over 80: oltre 330 unità di scarto.

Nel complesso:

  • Residenti di età fino a 50 anni: 4.859
  • Residenti di età oltre i 50 anni: 5.799

La popolazione over 50 supera quella più giovane di quasi 1.000 unità.

  1. Impatti attuali e prospettici

Il quadro demografico delineato produce e produrrà effetti rilevanti su diversi ambiti strategici, per la comunità isolana:

Scuola e istruzione:

  • progressiva diminuzione delle famiglie giovani;
  • calo delle iscrizioni dalla scuola dell’infanzia alle superiori;
  • rischio di soppressione di classi e riduzione dell’offerta formativa;
  • possibili ricadute occupazionali nel settore scolastico.

Mercato del lavoro:

  • riduzione della popolazione in età lavorativa;
  • restringimento della platea di nuovi ingressi nel mondo del lavoro;
  • maggiore difficoltà nel ricambio generazionale.

Sanità e servizi sociali:

  • aumento della domanda di assistenza sanitaria;
  • crescita dei bisogni legati alla non autosufficienza;
  • necessità di potenziare servizi domiciliari e strutture dedicate alla terza età.

Considerazioni conclusive

Il dato demografico Isolano, che almeno da più di 40 anni indicava una forza residente di circa 12mila abitanti residenti (o poco più), oggi è sceso a circa 10.658 residenti, per cause obiettivamente non imputabili a nessuna amministrazione locale di turno.

Alla differenza attuale di circa 1.500 residenti mancanti, bisogna tenere conto dello smantellamento della Base USA e della riduzione drastica della Scuola Sottufficiali M.M. e dei molti posti cancellati dalla stessa Marina italiana – (come per esempio la chiusura dell’Arsenale che avrebbe dovuto generare la famosa riconversione epocale turistica – promessa da Stato e Regione, così come la mancata riqualificazione con la relativa chiusura del Cleb Med di Caprera).

Si consideri, quindi, che ognuna di queste famiglie tipo, era composta da almeno circa 4 persone e al sopraggiungere dei vari trasferimenti del Capo famiglia in altre sedi di servizio, e/o al sopraggiunto pensionamento, ognuna delle stesse famiglie ha pensato bene di ritornare nei propri luoghi di origine, abbandonando così la residenza in loco.

E’ anche vero che molti isolani si sono trasferiti altrove per esigenze professionali, ma parliamo per lo più di una minima parte, (come per esempio medici o altre professionalità, verosimilmente anche vincitrici di concorsi specifici in altre sedi)… così come fisiologicamente accade altrove.

Per quanto riguarda le nascite in loco, il dato non è più computabile a causa del drastico ridimensionamento del sistema sanitario, che ha visto la chiusura del Punto Nascite al “Paolo Merlo”, costringendo così le mamme residenti a partorire fuori dall’Isola.

I dati demografici del 2025, quindi, continuano a mostrarci l’immagine di una comunità sempre più anziana, caratterizzata da un saldo naturale fortemente negativo, che il dato migratorio positivo non riesce a compensare.

Visti gli eventi, quindi, si tratta di una dinamica riduttiva demografica per lo più scontata e fisiologica che, comunque, richiederebbe anche una riflessione strategica di lungo periodo, in grado di orientare le politiche locali in materia di welfare, istruzione, sanità, sviluppo economico e attrattività territoriale.

Tutto ciò: sperando che la politica Regionale e Statale ci consenta di attuare finalmente tutte quelle politiche di sviluppo (promesse) – ad oggi bloccate inspiegabilmente – ormai da più di 15 anni.

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