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La Repubblica compie 80 anni. Tutta l’Italia festeggia e la Sardegna offre l’omaggio ai Caduti

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REDAZIONE – Il 2 giugno 1946, gli italiani scelsero con il referendum istituzionale di archiviare definitivamente la monarchia dei Savoia, la stessa dinastia che aveva guidato il Paese sotto il nome di Regno di Sardegna prima dell’unificazione nazionale. Un passaggio storico che conferisce all’isola un ruolo simbolico particolare nelle celebrazioni della Festa della Repubblica.

Per la Sardegna, il voto del 1946 rappresentò molto più di un semplice cambio di forma istituzionale. L’avvento della Repubblica aprì infatti la strada a un nuovo rapporto con lo Stato centrale e pose le basi per il riconoscimento dell’autonomia speciale, sancita con l’approvazione dello Statuto nel 1948. Da territorio storicamente legato alla Corona sabauda, la Sardegna intraprese così un percorso di maggiore autogoverno e partecipazione democratica.

Quel giorno segnò anche una svolta sociale di enorme portata: per la prima volta le donne sarde poterono esercitare il diritto di voto nelle elezioni politiche. Tra le protagoniste della stagione costituente vi fu Nadia Gallico Spano, figura di rilievo della rappresentanza sarda all’Assemblea Costituente chiamata a scrivere la nuova Carta fondamentale della Repubblica.

Il legame tra Sardegna e Repubblica trova ogni anno una delle sue espressioni più significative nella parata del 2 giugno a Roma.

La sfilata della Brigata Sassari lungo via dei Fori Imperiali è uno dei momenti più attesi della cerimonia. Il canto di “Dimonios”, eseguito in lingua sarda, porta nel cuore della capitale la memoria e l’identità dei “Sassarini”.

La presenza dei Granatieri di Sardegna richiama una tradizione militare che attraversa la storia nazionale.

  • A Cagliari. La giornata si è aperta alle 8:30 con la deposizione della corona al Parco delle Rimembranze in omaggio ai caduti. Negli spazi del Comando Marittimo Autonomo Ovest (Marina Militare) si è tenuta “La Festa della Repubblica con i giovani”, una serie di incontri, attività e momenti di confronto dedicati soprattutto agli studenti e alle nuove generazioni. Durante la cerimonia sono state premiate alcune scuole del territorio che si sono distinte in progetti didattico-educativi e concorsi nazionali e internazionali. Durante l’evento sono state consegnate le onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”, di una Medaglia d’Oro per le Vittime del Terrorismo e di riconoscimenti civili a cittadini e rappresentanti del territorio.
  • A Sassari. Alle 18.30 celebrazioni in Piazza d’Italia e a Palazzo di Città una serata dedicata alla visione collettiva della manifestazione nazionale dal Quirinale. 
  • A Nuoro. Cerimonia in Piazza Vittorio Emanuele con la presenza delle autorità civili, militari e religiose. In programma l’alzabandiera, l’omaggio ai Caduti, una mostra dei mezzi delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e dei servizi di soccorso, oltre alla consegna dell’onorificenza di Cavaliere al maresciallo dei Carabinieri Francesco Luongo e della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria di Mirko Farci, morto l’11 maggio del 2021 a Tortolì, nel tentativo di proteggere la madre dall’aggressione del suo ex compagno.
  • A Oristano. Deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti in Piazza Mariano IV e proseguiranno in Piazza Duomo con la cerimonia ufficiale, l’alzabandiera e la consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica.

A La Maddalena

Significativo l’appuntamento di Caprera, luogo simbolo della storia nazionale e legato alla figura di Giuseppe Garibaldi.

Nei Musei Garibaldini e alla tomba dell’Eroe dei Due Mondi si sono svolte cerimonie commemorative che uniscono il ricordo della nascita della Repubblica alle celebrazioni dedicate al protagonista del Risorgimento italiano, morto il 2 giugno di 144 anni fa.

La ricorrenza della nascita della Repubblica Italiana, assume un valore particolare per la Sardegna perché coincide con l’importante memoria storica: il 2 giugno ricorre infatti anche l’anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi, spentosi nella sua casa a Caprera nel 1882.

 

 

 

   

Una coincidenza che unisce simbolicamente il padre dell’Unità d’Italia alla nascita della Repubblica, rafforzando il legame tra la Sardegna e alcune delle pagine più significative della storia nazionale.

 

 

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