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La riflessione di Cossu scopre la politica dopo la vacanza di Meloni a La Maddalena

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REDAZIONE – La riflessione di Stefano Cossu – (pubblicata sulla sua pagina Facebook) – potrebbe anche essere condivisibile:

Ma il problema – però – è quel fastidioso retrogusto di indignazione a corrente alternata, che rischia di trasformare una questione seria in un’occasione per una polemica politica fin troppo prevedibile.

Parlare di “responsabilità verso il futuro”, di territorio da difendere e di politica da contestare, è certamente legittimo. Ma la politica, soprattutto quando pretende di affrontare problemi complessi, richiede anche pacatezza, conoscenza dei fatti, capacità di analisi e soprattutto consapevolezza delle competenze e delle responsabilità dei diversi livelli istituzionali.

Condannare gli insulti rivolti a una ragazzina per un semplice selfie è sacrosanto. Trasformare però quel selfie in un pretesto per costruire un ragionamento sulla politica nazionale è un’altra cosa.

Se Giorgia Meloni arriva a La Maddalena per trascorrere alcuni giorni di vacanza, privatamente invitata dal sindaco e dalla vicesindaca, è lì da turista. Punto.

La sua presenza sull’isola non la rende automaticamente responsabile di tutto ciò che non funziona nell’Arcipelago. E non può diventare il grimaldello per collegare, con un salto logico piuttosto evidente, una vacanza privata al problema dell’assalto nautico e della tutela ambientale.

E qui emerge la parte più curiosa della riflessione.

Si sostiene che bisogna andare “dove le decisioni vengono prese”, arrivando persino a chiamare in causa i Ministeri. Benissimo.

Ma allora le domande sono inevitabili:

  • Perché Stefano Cossu, nel corso del suo mandato regionale (già da 3 anni) e all’interno della maggioranza che sostiene l’attuale amministrazione regionale, non ha utilizzato con la stessa determinazione gli strumenti della sua politica per portare le istanze di La Maddalena davanti alla Regione?
  • Perché non si è fatto promotore di un’azione politica concreta nei confronti della Governatrice Alessandra Todde sui problemi che oggi denuncia?
  • Perché quando le decisioni vengono prese a livello regionale, o coinvolgono amministrazioni e maggioranze politiche alle quali si è stati vicini, improvvisamente la necessità di fare nomi, indicare responsabilità e chiedere conto delle scelte sembra diventare molto meno urgente?

Ed è proprio qui che l’indignazione rischia di diventare selettiva.

Denunciare genericamente lo “sfruttamento del territorio”, magari perché il tema è finito sulle prime pagine dei giornali, è facile. Molto più difficile è fare il passo successivo: indicare quali atti, quali decisioni amministrative, quali omissioni, quali competenze e quali responsabilità politiche abbiano prodotto le situazioni che oggi vengono contestate.

(O vogliamo rifare come quando qualche nostro concittadino, interessato appasionatamente al G8, ha portato il buon giornalista per fare lo scoop sull’inquinamento in Arsenale, che ci è costato 20 anni di morte conclamata?)

I problemi dell’Arcipelago non si risolvono con gli slogan.

Nel nostro caso il vero problema è solo uno: la vigilanza.

Ed è su questo punto che dovrebbe esserci una convergenza assoluta: la tutela di La Maddalena passa innanzitutto dalla capacità di controllare il territorio.

Nei periodi di maggiore pressione turistica, ogni anno assistiamo allo stesso copione: proclami, dichiarazioni di principio, annunci sulla tutela ambientale e grande attenzione mediatica. Ma quando si passa dalle parole ai fatti, emerge puntualmente il problema della carenza di vigilanza e di controlli.

Ancoraggi nelle aree sensibili, attività non autorizzate, occupazione degli spazi, mancato rispetto delle prescrizioni ambientali: tutto questo non si combatte con i comunicati stampa.

Servono uomini, mezzi, pattugliamenti, controlli costanti e sanzioni efficaci. Perché anche la normativa più rigorosa, senza un sistema di vigilanza adeguato, rischia di rimanere semplicemente sulla carta.

E allora la domanda vera è:

  • Quanti mezzi sono realmente impiegati?
  • Quanti controlli vengono effettuati?
  • Quante violazioni vengono accertate?
  • Quali risorse sono disponibili? E soprattutto, quali strumenti concreti vengono messi in campo per impedire che l’Arcipelago venga sottoposto ogni estate a una pressione ormai difficilmente sostenibile?

Se si vuole davvero affrontare il problema, allora occorre chiedere con forza:

  • che il Ministero dell’Ambiente garantisca risorse, uomini e mezzi adeguati per il controllo del territorio, anche attraverso il necessario coordinamento con gli organismi competenti;
  • che la Regione Sardegna collabori concretamente con l’Ente Parco e solleciti il Governo affinché vengano assicurate le risorse necessarie alla vigilanza;
  • che tutti gli enti coinvolti lavorino in maniera coordinata, evitando che la tutela dell’Arcipelago venga ridotta a una guerra di comunicati e responsabilità scaricate da una parte all’altra.

Meloni in vacanza, non è il problema!

Mettere nello stesso calderone la presenza di Giorgia Meloni in vacanza e la cronica insufficienza dei controlli sul territorio è una semplificazione politica tanto facile quanto pretestuosa.

Difendere La Maddalena significa molto di più. Significa garantire che le regole vengano rispettate ogni giorno, non soltanto quando un episodio diventa mediaticamente conveniente. Significa smettere con le indignazioni intermittenti e con i doppi standard. Significa anche evitare di utilizzare sistematicamente l’Ente Parco come bersaglio politico o come comodo parafulmine per problemi che coinvolgono competenze e responsabilità diverse.

E significa, soprattutto, non trasformare ogni occasione in un pretesto per attaccare l’Amministrazione comunale, magari dimenticando che gli elettori hanno già espresso in maniera inequivocabile il proprio giudizio alle ultime elezioni.

La politica non è una gara a chi urla più forte sui social. Criticare è facile. Amministrare è molto più difficile.

Conoscere davvero i meccanismi istituzionali, individuare le competenze, costruire interlocuzioni con Regione e Governo, ottenere risorse e trasformare le proteste in risultati concreti: questa è la parte difficile della politica.

La tutela dell’Arcipelago non può diventare una battaglia da rispolverare ogni volta che se ne presenta l’occasione. Richiede coerenza, responsabilità, competenza e presenza quotidiana sul territorio. Tutto l’anno.

A La Maddalena servono meno slogan, meno polemiche selettive e molta più concretezza: il territorio non ha bisogno di nuovi proclami. Ha bisogno di fatti.

E soprattutto, sarebbe finalmente il momento di mettersi l’anima in pace…

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