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Lettera aperta al “Generale Roberto Vannacci”

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Onorevole,

i vecchi, pur se disattenti come me, si ricordano delle trovate burlesche, pagliaccesche di Beppe Grillo. Indimenticabili, nuotate comprese e sbarchi.

I liguri sono grandi appassionati di mare.

Grillo era un comico professionista, caustico e intelligente, faceva anche ridere tanto, quella era la sua professione che lo aveva plasmato in tanti anni di spettacolo.

Mettendolo in parallelo con lei, anche se a me non piaceva, ammetto di riconoscergli ora molti meriti.

Vede… immagino lo sappia pure lei, quel comico è riuscito a raggiungere livelli politici inaspettati, forse pure da lui stesso. Ma lui, che con onestà era cosciente dei suoi limiti, si fece aiutare da un gran mentore che lo dirigeva bene. Poi Beppe esagerò, il suggeritore morì e l’avventura finì.

I saggi dicevano che i mestieri non si copiano, si possono imitare ma è tutt’altra la riuscita, che valga anche per la politica e il cabaret? In fondo faceva ridere perché in quello era maestro, la gente andava ai comizi con la speranza di ascoltare le sue boutade.

Non si monti la testa, con rispetto, lei non fa ridere per niente con le sue trovate, qualcosa raccoglie, vende libri autografati, ma non solleva nemmeno per un attimo l’animo di chi viene ad ascoltarlo, quasi mai gratis.

Lei dice che incute speranze, ma ne vedo pochi di giovani speranzosi intorno a lei che dovrebbero essere destinatari di tutto il suo dire. Gli adulti col basco li conosco bene e me ne duole. Le signore hanno la bellezza della maturità, carica di sopiti ricordi, e quando le sono intorno mi sembrano le stesse in merletti e crinoline che attorniavano il colonello, appesantito dalle decorazioni al valore, quando le intrattiene e le ammalia, “sciusciando” beato il ventaglietto, con i suoi racconti di battaglie, alla caccia di Garibaldi, durante la cena della sera del celeberrimo valzer de “Il Gattopardo”.

Scene che non a caso, al grande scrittore, servono per condurre poco alla volta verso la fine della storia, con grande amarezza.

Antonio Quagliarella (scrittore) – Un non comunista

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