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Medici in fuga dai piccoli centri nonostante gli incentivi, che non bastano

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REDAZIONE – «È un disastro, un vero disastro…», dice la presidente dell’Anci e sindaca di Fonni Daniela Falconi, «nei nostri paesi non ci sono medici di base. Sono tanti i Comuni che mettono a disposizione gratuitamente gli alloggi…».

In molti centri, come per esempio a La Maddalena, il Comune ha dato in concessione i locali di Padule, (inizialmente destinato a centro per gli anziani), dove ora è stata costituita “La Casa di Comunità”, con l’impegno di metterci dentro una serie di servizi sanitari, come il pediatra ed altri specialisti, ma che comunque continuano a mancare.

Vero è che la mancanza di assistenza di base colpisce molti centri della Sardegna, si stima che manchino all’appello 450 camici bianchi, circa un terzo della forza lavoro, e questo significa, da un lato che ci sono più di 400mila cittadini scoperti, dall’altro che i medici in servizio devono sostenere una mole di incarichi superiore del 30-40% rispetto agli standard contrattuali, con un’attività quotidiana ad altissima intensità clinica e burocratica.

A La Maddalena, per esempio, il Comune ora offre anche un alloggio gratis, nel ripristinato Ospedaletto Garibaldi a Due Strade, per i medici che decideranno di trasferirsi sull’Isola.

E quasi tutti i medici in servizio attivo, da oltre quarant’anni, sono andati in pensione e non si riescono ad evitare le conseguenti difficoltà e carenze.

Il problema è serio: Anche a La Maddalena, Medici in fuga e con l’Ospedale “Paolo Merlo” che fa salti mortali per sopravvivere…

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