Medio Oriente. “Il conflitto si allarga: raid su Beirut, preoccupazione per la Brigata Sassari”
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REDAZIONE – Come riportano le ultime notizie di stampa, il conflitto in Medio Oriente si estende in modo drammatico, con nuovi fronti aperti tra Israele, Libano e Iran e ripercussioni che coinvolgono diversi Paesi della regione.
Israele ha risposto ai raid di Hezbollah colpendo la periferia sud di Beirut, roccaforte del movimento sciita. Secondo le autorità locali, gli attacchi hanno causato almeno 31 morti e 149 feriti.
Le Israel Defense Forces (Idf) non escludono un’invasione terrestre contro Hezbollah, pur precisando che non sarebbe imminente. Un’operazione di terra rappresenterebbe un’ulteriore escalation lungo il confine nord di Israele.
La Brigata Sassari e il comando Unifil
Nel sud del Libano è presente la missione Onu United Nations Interim Force in Lebanon (Unifil), impegnata nel monitoraggio della linea di demarcazione tra Libano e Israele.

Il generale Andrea Fraticelli guida 2.800 caschi blu, tra cui circa mille italiani. Oltre 500 uomini e donne della Brigata Sassari stanno completando il dispiegamento per assumere il comando del contingente italiano e del settore Ovest della missione, nell’ambito dell’operazione Leonte.
Il governo libanese ha annunciato una decisione senza precedenti: il divieto di ogni attività militare di Hezbollah sul territorio nazionale. Una misura che, se applicata, segnerebbe un cambiamento radicale negli equilibri interni del Paese, dove il movimento sciita è da anni anche una forza politica di primo piano.
Terzo giorno di guerra in Iran
Intanto è il terzo giorno di guerra in Iran. Al di là di sporadici festeggiamenti per la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, non emergono segnali di una rivolta popolare contro il regime, che per ora resta in piedi nonostante gli appelli del presidente americano Donald Trump e del premier israeliano Benjamin Netanyahu alla popolazione iraniana.

Il capo della sicurezza iraniana Ali Larijani ha dichiarato che Teheran «non negozierà» con gli Stati Uniti, accusando Trump di aver fatto precipitare la regione nel caos e di essere ora preoccupato per ulteriori perdite tra le truppe americane.
Nella notte si sono registrate esplosioni a Gerusalemme, dove si segnalano anche vittime, e in diverse città del Golfo, tra cui Dubai, Abu Dhabi e Doha. Il Bahrain ha annunciato un morto negli attacchi iraniani. Secondo le informazioni diffuse, caccia statunitensi sarebbero stati colpiti in Kuwait e un drone iraniano avrebbe centrato una base britannica a Cipro.
Il quadro che emerge è quello di un conflitto ormai esteso su più livelli: lo scontro tra Israele e Hezbollah, il confronto diretto con l’Iran e il coinvolgimento, diretto o indiretto, delle potenze occidentali e dei Paesi del Golfo.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si andrà verso un’ulteriore escalation militare o se prevarrà la via diplomatica.
ULTIMA ORA: I Pasdaran affermano di aver colpito l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e la sede del comandante dell’Aeronautica israeliana: non ci sono feriti.
Gli Stati Uniti riportano che tre F-15 sono stati “abbattuti in Kuwait da fuoco amico“. I sei piloti si sono eiettati e sono salvi. Il governo libanese vieta ogni attività militare di Hezbollah: è la prima volta nella storia del paese.
Intanto la Mezzaluna Rossa iraniana ha annunciato che sono 555 le persone morte in Iran dall’inizio degli attacchi israelo-americani di sabato scorso. Nelle ultime ore anche l’intervento dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica che ha parlato di “situazione preoccupante” ma di “nessun danno, per ora, ai siti nucleari“.
Quanti sono gli Italiani nel Golfo:

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