Olbia. L’orrore degli abusi su un cane quasi decapitato
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REDAZIONE – Ancora una storia di crudeltà verso gli animali, che ha scosso tantissimi cittadini di Olbia.
Il fatto viene segnalato da L.I.D.A. Olbia – l’associazione di volontariato che opera in difesa dei diritti degli animali.
Lilli, una cagnolina trovata il 3 dicembre, è arrivata al rifugio dei cani con ferite profonde al collo, quasi fino all’osso, causate da una corda. I volontari che l’hanno accolta parlano di un corpo martoriato e di un passato di abusi e indifferenza.
Il caso di Lilli, purtroppo, non è isolato: rappresenta la punta di un fenomeno drammaticamente ancora diffuso, che richiede attenzione, consapevolezza e azioni concrete.
Nonostante leggi severe e campagne di sensibilizzazione, molte persone ancora continuano a maltrattare gli animali per diverse ragioni orrende.
Il maltrattamento degli animali è un reato penale: l’articolo 544-ter del Codice Penale punisce chi provoca sofferenze ingiustificate, lesioni o condizioni incompatibili con la natura dell’animale. Le pene possono arrivare fino a 18 mesi di reclusione e 30.000 euro di multa.
Tuttavia, non sempre le sanzioni vengono applicate in maniera efficace, e molti casi restano impuniti.
Da ricordare che Studi Psicologici evidenziano che chi maltratta animali ha spesso una maggiore propensione alla violenza verso gli esseri umani. La crudeltà sugli animali è un segnale precoce di comportamenti antisociali o violenti.
Il caso di Lilli ci ricorda, una volta di più, che gli animali meritano protezione, rispetto e giustizia. Denunciare gli abusi, informarsi e sostenere chi lotta contro la crudeltà verso gli animali non è solo un atto di sensibilità: è un dovere civico.
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