Olbia. Ritrovato in mare il corpo del pescatore Enrico Piras disperso nel naufragio dell’11 febbraio
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REDAZIONE – È stato ritrovato al largo di Olbia il corpo di un uomo: secondo i primi accertamenti si tratterebbe di Enrico Piras, pescatore 63enne di Tortolì, disperso nel naufragio dell’11 febbraio nelle acque davanti a Santa Maria Navarrese. Determinante per il riconoscimento anche una catenina che l’uomo aveva addosso.
Sul caso indaga la Procura di Tempio Pausania, competente per territorio, in collaborazione con la Procura di Lanusei. Le operazioni sono coordinate dalla Guardia Costiera di Olbia.
Piras era a bordo del motopesca Luigino, comandato da Antonio Morlè, il cui corpo non è mai stato recuperato. A bordo anche Antonio Lovicario, unico sopravvissuto.
L’equipaggio era uscito in mare nonostante le condizioni meteo avverse. L’imbarcazione sarebbe stata travolta da onde molto violente, che ne hanno causato l’affondamento. Nelle vicinanze si trovava anche lo Zeus, condotto dal fratello di Morlè insieme al fratello maggiore di Piras: inutile il tentativo di soccorso, il bilancio finale è stato di due vittime.
Secondo le ricostruzioni, Piras si sarebbe gettato in acqua prima dell’affondamento, dopo essersi tolto i vestiti nel tentativo di restare a galla, ma sarebbe stato trascinato via dalla corrente.
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