Omicidio Cinzia Pinna. Emanuele Ragnedda rinviato a giudizio per omicidio volontario
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REDAZIONE – La giudice per l’udienza preliminare Federica Di Stefano ha disposto il rinvio a giudizio di Emanuele Ragnedda per l’omicidio di Cinzia Pinna, uccisa a Conca Entosa nel settembre dello scorso anno.
Il processo si aprirà il 10 novembre davanti alla Corte d’Assise di Sassari.
Lo rende noto la stampa regionale.
Contestualmente, il giudice ha respinto la richiesta della difesa di sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, accogliendo integralmente le richieste formulate dal pubblico ministero Noemi Mancini e dai legali delle parti civili.
Al termine della decisione, i familiari di Cinzia Pinna hanno accolto il provvedimento con commozione, abbracciandosi e commentando: «È giusto così».
Durante l’udienza, la procura ha ribadito la propria ricostruzione dei fatti, descrivendo Ragnedda come «un lupo a caccia di una preda», una tesi contestata dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Luca Montella e Gabriele Satta. I legali hanno sostenuto che le immagini agli atti mostrerebbero la vittima avvicinarsi all’imputato e non il contrario.
Tra gli aspetti centrali che saranno affrontati nel processo figura la presunta aggressione con un coltello attribuita a Cinzia Pinna, circostanza che, secondo la difesa, avrebbe provocato la reazione dell’imprenditore di Arzachena.
La Procura di Tempio considera invece questa versione dei fatti priva di credibilità.
All’udienza erano presenti anche il padre dell’imputato, Mario Ragnedda, lo stesso Ragnedda e i familiari della vittima, che hanno seguito con compostezza la lettura del provvedimento.
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