Ospedaletto Garibaldi. “Vittiello e Bifulco all’attaco: l’Avis fa pagare 32 euro alla Asl”
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Posso dire che non condivido?
REDAZIONE – Leggendo ancora una volta le varie pagine di Facebook si assiste – (dal mio punto di vista) – ad un continuo tentativo di alterare la realtà dei fatti attraverso polemiche inutili e strumentali, costruite – verosimilmente – senza alcun reale fondamento… ma con il chiaro scopo della pura (bassa) propaganda elettorale.
Le inutili polemiche si riferiscono all’intervento di recupero e rifunzionalizzazione dell’ex Ospedaletto Garibaldi a Due Strade che, oggettivamente, costituisce invece un risultato amministrativo concreto, atteso da anni e finalmente conseguito: un immobile restituito alla collettività, sottratto al degrado e destinato a funzioni di interesse pubblico, come la Sanità.
Per realizzare ciò, quindi, non è difficile comprendere che si sono dovuti produrre atti amministrativi puntuali, coerenti e necessari (in linea con la legge… e con la c.d. burocrazia):
- l’attivazione di un punto prelievi fisso in collaborazione con l’Avis, per il rafforzamento strutturale della raccolta di sangue;
- la stipula di una convenzione con l’ASL Gallura per l’assegnazione di alloggi al personale sanitario, misura necessaria per fronteggiare una carenza ormai cronica.
Ebbene: a sollevare le prime critiche è stato proprio il consigliere comunale di minoranza Francesco Vitiello (caratterizzato dai suoi diversi cambi di casacca, da Forza Italia alla Lega… che di promesse sulla nostra Sanità ne ha fatte tante…)

… che ha accusato l’Amministrazione Lai di aver “moltiplicato” le inaugurazioni per la stessa opera: dal restauro dell’immobile, alla sede Avis, fino alla convenzione con l’Asl Gallura.
Ma cosa vuole dire?
Sostenere che tali passaggi rappresentino una “moltiplicazione di inaugurazioni” non sembra una valutazione politica, ma pare una forzatura evidente dei fatti: si tratterebbero, al contrario, di fasi distinte e indispensabili di un unico percorso amministrativo… (o forse una reazione dovuta ad una evidente invidia politica?)
Tutto molto banale…
Analogamente, risultano completamente fuori fuoco anche le osservazioni del medico Dott. Bifulco sul ruolo dell’Avis – (realtà che da quasi un secolo, dal 1927 – garantisce un servizio essenziale al sistema sanitario nazionale e con tutte le difficoltà che ne derivano dalla sua forma di volontariato…) – che è intervenuto in modo netto sia sul ruolo dell’Avis sia sull’intero progetto, affidando ai social (sia pur legittimamente) il proprio punto di vista.
Comunque, pur riconoscendo il valore dei volontari, il medico Vincenzo Bifulco ha sollevato una questione economica, sottolineando come “l’Avis faccia pagare 32 euro all’Asl per i prelievi…” – Ha poi però espresso apprezzamento per il lavoro anche per gli altri operatori del centro trasfusionale (Asl di Olbia).

Il Dott. Bifulco, a quanto pare, non ha tenuto conto che i riferimenti non possono essere rivolti ai volontari qui a La Maddalena che offrono un servizio diretto alla nostra Comunità, senza la necessità del cittadino di spostarsi ad Olbia… e che gli altri riferimenti economici richiamati (32 euro) riguardano esclusivamente rapporti tra enti e non producono alcun onere diretto per i cittadini.
Ma, allora, cosa ha voluto dire?
Probabilmenbte, il punto appare semplice (e diciamo pure terra, terra…): qui non siamo di fronte a un confronto nel merito, ma pare che ci troviamo davanti ad una allusa operazione di disinformazione e confusione.
Per chiudere, (e senza polemica), io credo che quando un intervento pubblico produce risultati tangibili – (anche se Fabio Lai è antipatico a qualcuno…): il recupero di un bene, l’attivazione di servizi, la risposta a i bisogni reali, dovremmo tutti apprezzare – invece si assiste sistematicamente al solito tentativo di screditare attraverso polemiche artificiose/faziose che certamente non contribuiscono ad un sano dibattito democratico… ma ne abbassano il livello…
I fatti restano… il rumore aumenta… e l’incomprensione da parte dei cittadini cresce.
O Forse era meglio che rimaneva tutto così:

(Alberto Tinteri)
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