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Regione Sardegna commissariata per mancanza dei Piani della Scuola

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REDAZIONE – Il Consiglio dei Ministri ha deciso di commissariare le Regioni Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria per la mancata approvazione dei piani di dimensionamento scolastico per l’anno scolastico 2026-2027.

Questo provvedimento fa parte delle riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finalizzate a riorganizzare la rete scolastica nazionale in base alla popolazione studentesca. La mancata approvazione dei piani, nonostante due proroghe concesse, ha messo a rischio le risorse già stanziate, ma non prevede la chiusura di plessi scolastici.

Il Ministero dell’Istruzione ha sottolineato che questa misura riguarda la riorganizzazione amministrativa e non l’eliminazione di scuole, e che le Regioni inadempienti sono state coinvolte in numerosi procedimenti legali. In particolare, 3 sentenze del Tar e 6 del Consiglio di Stato hanno confermato la legittimità dell’operato del Governo. Nonostante ciò, la Sardegna ha manifestato forti dissensi nei confronti della decisione.

La reazione della Sardegna è stata subito forte. L’assessora alla Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, ha contestato i numeri stimati dal Governo, ritenendoli non corrispondenti alla realtà e sottolineando che la Sardegna aveva già registrato un aumento di 3.000 studenti rispetto alle previsioni dello scorso anno. Per il momento, la Regione sta valutando se presentare ricorso, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato.

Sul piano politico, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha duramente criticato il commissariamento, definendolo un’ulteriore prova delle politiche centraliste del Governo. La governatrice ha sottolineato le specificità del territorio sardo, come lo spopolamento delle aree interne e la dispersione scolastica, e ha chiesto che vengano applicati criteri speciali per la Sardegna, vista la sua autonomia e le sue difficoltà particolari.

Il commissariamento ha quindi acceso il dibattito sulla gestione delle risorse scolastiche e sulla necessità di considerare le peculiarità regionali nella pianificazione del sistema scolastico nazionale. La Sardegna si prepara ora a decidere come procedere, con la possibilità di ricalcolare i dati e, se necessario, intraprendere azioni legali per tutelare i suoi interessi.

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