Ricordate le gesta eroiche del “Comandante Avegno nella Battaglia di La Maddalena”
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REDAZIONE – Questa mattina, sabato 13 settembre alle 10.30 a Moneta, si è celebrata la cerimonia commemorativa in ricordo della “Battaglia di La Maddalena”, con la deposizione di una corona d’alloro benedetta dal Vice Parroco don Ado.
Una battaglia che è sempre stata commemorata dalle centinaia di Operai e militari all’interno dell’ex Arsenale di Moneta, sino alla sua chiusura del 16 maggio 2008.
La cerimonia di oggi è stata presieduta dal Comandante del Presidio Militare di La Maddalena – Capitano di Vascello Francesco Maffiola, accompagnato dalla Vice Sindaca della Città Federica Porcu, con la partecipazione del “Comitato Celebrativo Capitano di Vascello MOVM Carlo AVEGNO” – rappresentato dall’Ammiraglio in congedo Mario Rino ME.
Presente il Capo del Compartimento Marittimo di La Maddalena Capitano di Fregata Vittorio Vanacore, le Autorità Militari e civili, le Associazioni d’Arma di Marina, Guardia di Finanza e il Gruppo ANPI di La Maddalena, con gli onori resi dal Picchetto armato Interforze dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronatica e dei Carabinieri, al suono del silenzio del Trombettiere della Brigata Sassari.

I Fatti nella Storia
Una ricorrenza che rievoca l’eroica e sanguinosa Battaglia di La Maddalena, portata a compimento grazie alle eroiche gesta
compiute dai reparti militari di stanza sull’Isola, al Comando del Capitano di Vascello (GN) Carlo Avegno, in difesa della Piazza Forte Militare e del territorio di La Maddalena, occupata dal nemico tedesco.
All’armistizio dell’8 settembre 1943, l’azione dei tedeschi fu estremamente rapida, giovandosi pienamente dello stato di impreparazione e incertezza in cui versavano gli italiani.
Il 9 settembre, un contingente di circa 200 uomini della 16ª Compagnia paracadutisti del 4º Reggimento “Brandenburg” al comando del colonnello Ranke, partita da Palau a bordo di alcune imbarcazioni d’assalto, giunse a La Maddalena e si assicurò senza colpo ferire le località chiave della base isolana. Oltre al palazzo del comando Marina, dove sia l’ammiraglio Brivonesi che l’ammiraglio Bona vennero fatti prigionieri, i tedeschi si impossessarono anche della Sede Protetta dello stesso Comando Marina, del semaforo di Guardia Vecchia, della stazione radiotelegrafica di Isola Chiesa, del Commissariato, dei comandi FAM e DICAT di Guardia Vecchia e Sasso Rosso e dell’ospedale militare.

Il 13 settembre, in risposta all’occupazione tedesca, alcuni ufficiali della Base, come il maggiore Renato Barsotti e il capitano di vascello Carlo Avegno Comandante del Regio Arsenale di Moneta – (poi caduto negli scontri), organizzarono uno spettacolare contrattacco, a cui parteciparono anche numerosi operai militarizzati dell’Arsenale Militare.
il comandante Avegno condusse una compagnia di marinai, soldati, carabinieri e operai civili militarizzati fuori dall’Arsenale e dalla caserma Faravelli, passando a sud di Forte Peticchia, verso Villa Bianca e la palazzina del Comando Marina; una seconda compagnia di marinai uscì dalla caserma dei sommergibilisti (Faravelli) passando a nord dell’ospedale e di Forte Camiciotto, ma fu accolta da un forte fuoco di mortai tedeschi che ne ostacolò l’avanzata. I mortai colpirono duramente anche il Forte Camiccioto, mettendo a tacere le mitragliatrici pesanti che tentavano di coprire l’avanzata dei marinai e causando le prime vittime tra gli italiani – (quattro morti e tre feriti).
La compagnia del Comandante Avegno si trovò così ad avanzare su un terreno completamente aperto, e fu duramente colpita dal fuoco tedesco subendo molte perdite: lo stesso capitano Avegno cadde ucciso da una raffica di mitragliatrice mentre accorreva per assistere un ferito.
Ma la riconquista della Piazza Forte maddalenina, portata comunque a buon fine dallo stesso Comandante Avegno, portò all’evacuazione completa delle unità nemiche della Wehrmacht da La Maddalena, terminata il 16 settembre.
La battaglia del 13 settembre fu dunque duramente sanguinosa: 24 morti e 46 feriti tra gli italiani, mentre i tedeschi contarono 8 morti e 24 feriti; 250 i tedeschi che furono presi prigionieri dagli italiani.

Il comandante Carlo Avegno, caduto in combattimento nella difesa istituzionale del territorio, nel dopo guerra ricevette dallo Stato, alla memoria, l’onorificenza della Medaglia d’oro al valor militare.
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