Rientrata a La Maddalena la Motovedetta CP 306 dopo 2 mesi di impegno operativo a Lampedusa
.
Comunicato
REDAZIONE – È rientrata nel pomeriggio di domenica 3 maggio 2026 in banchina alla Capitaneria di Porto di La Maddalena la Motovedetta SAR d’altura CP306, dopo circa due mesi di assenza dalla sede: una missione operativa nelle acque prospicienti l’Isola di Lampedusa, alle dirette dipendenze della Settima Squadriglia Navale del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.
Ad accogliere l’equipaggio sul molo, insieme ai familiari e agli amici dei militari, era presente il Comandante della Capitaneria di Porto di La Maddalena: un ritorno a casa atteso e particolarmente sentito, dopo settimane di intensa attività nel Mediterraneo centrale.
Il periodo di servizio della CP306 alle Pelagie è stato segnato anche da uno degli episodi più drammatici degli ultimi mesi nelle acque a sud di Lampedusa.
Nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile, alle ore 03:00, la motovedetta è intervenuta a 85 miglia a sud di Lampedusa, in area SAR libica, agganciando un barcone in grave difficoltà. A bordo, l’equipaggio si è trovato di fronte a una scena drammatica: numerosi corpi senza vita e migranti in condizioni critiche, stremati da ore di esposizione in mare con condizioni meteo proibitive — vento forte, pioggia battente, temperatura intorno ai 10°C.
I superstiti e le salme sono stati trasbordati e ha avuto inizio il lungo viaggio di rientro verso Lampedusa. Durante la navigazione, altre persone — tra cui diverse donne — hanno perso la vita per ipotermia. L’arrivo al molo Favarolo è avvenuto poco dopo le 13:00 del 1° aprile: tra le vittime e i superstiti in condizioni gravissime, anche un bambino, immediatamente trasferito al Poliambulatorio dell’isola.
L’intervento è stato condotto in condizioni di mare estreme, di notte, per molte ore consecutive, mentre i corpi e le persone soccorse si accumulavano a bordo. L’equipaggio ha messo a disposizione ogni spazio utile dell’unità — fino alla cabina equipaggio — pur di salvare il salvabile.
Una prova che ha richiesto non soltanto perizia marinaresca e capacità di tenuta operativa in condizioni proibitive, ma anche e soprattutto una straordinaria dimensione umana: quella che da sempre contraddistingue il servizio della Guardia Costiera nel Mediterraneo.
All’equipaggio:
- 1° Luogotenente Stefano Brigida (Comandante)
- Capo di 3ª Classe Nicola Percudani
- Sergente Emiliano Carta
- Sergente Antonello Salis
va il riconoscimento del Comando e dell’intera comunità maddalenina, con la consapevolezza che dietro ogni operazione di soccorso in mare ci sono la professionalità e l’umanità di donne e uomini che vanno oltre il dovere del servizio.
La CP306 tornerà ora ad essere impiegata nelle ordinarie attività istituzionali della Guardia Costiera, per la salvaguardia della vita umana in mare e la tutela dell’ambiente marino nelle acque di giurisdizione del Compartimento Marittimo di La Maddalena, altamente frequentate dalle comunità locali e dai turisti nell’imminente stagione estiva.

.
.
.



Commento all'articolo