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Sanità. Assistenza ospedaliera: “la Sardegna al penultimo posto in Italia”

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Troppe criticità…

REDAZIONE – La situazione descritta nel report della Fondazione Gimbe continua ad evidenziare le profonde disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi sanitari in Italia. Questo divario tra le Regioni, soprattutto riguardo ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), è un problema che riguarda direttamente i cittadini, con conseguenze evidenti sulla qualità e tempestività delle cure.

La Sardegna, con un punteggio complessivo inferiore alla media nazionale, è un esempio emblematico delle difficoltà che molte Regioni devono affrontare. Nonostante l’Isola risulti “formalmente adempiente” ai LEA, le criticità nelle tre aree fondamentali — prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera — sono notevoli, con gap molto ampi rispetto ad altre Regioni più virtuose come il Veneto o la Provincia autonoma di Trento.

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, mette in evidenza una problematica cruciale: l’attuale sistema di finanziamento, che è basato sulla popolazione residente e sulla sua età, non è sufficiente a garantire un livello uniforme di assistenza in tutto il territorio nazionale. L’incapacità di coprire i costi effettivi dei LEA con le risorse attuali sta esacerbando le disuguaglianze.

Cartabellotta critica la decisione del Governo di rinunciare a definire i LEA in modo chiaro, utilizzando la scorciatoia dell’autonomia differenziata, un’azione che, secondo lui, rischia di consolidare e giustificare le disuguaglianze regionali nella fruizione del diritto alla salute.

Le conseguenze per i cittadini sono già tangibili: in molte aree d’Italia, ottenere prestazioni sanitarie in tempi adeguati è diventato un lusso, con alcuni costretti a spostarsi in altre Regioni per ricevere cure in modo tempestivo. Questa disparità può avere un impatto significativo sulla salute pubblica e sulla percezione di equità del sistema sanitario nazionale.

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