Sanità. Il Tar annulla i commissariamenti: “reintegrato il direttore generale della Asl di Sassari”
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Ancora una figura di M… per il governo Todde
REDAZIONE – Il Tar Sardegna ha annullato gli atti di commissariamento della Asl 1 di Sassari e disposto il reintegro immediato di Flavio Sensi nella sua posizione originaria di direttore generale.
La decisione accoglie il ricorso presentato dallo stesso Sensi contro la rimozione forzata dall’incarico, avvenuta in applicazione della legge regionale n. 8 del 2025.
La norma, voluta dalla presidente della Regione Alessandra Todde per commissariare tutte le aziende sanitarie regionali, era stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale a fine dicembre. Nonostante ciò, la Regione aveva portato a termine il percorso avviato con i commissariamenti, procedendo alla nomina di 9 nuovi direttori generali su 12, nomine che ora risultano prive di base legale.
Al centro della sentenza del Tar c’è il richiamo alla pronuncia della Consulta, che ha dichiarato illegittimo l’articolo 14 della legge regionale n. 8 del 2025, disposizione con cui la Regione aveva previsto il commissariamento straordinario delle aziende sanitarie e la conseguente decadenza automatica dei direttori generali in carica.
Muovendo da questa declaratoria di incostituzionalità, il Tar Sardegna ha ritenuto illegittima la delibera della Giunta regionale del 27 aprile 2025, con cui era stato nominato il commissario straordinario della Asl di Sassari e dichiarata la decadenza di Flavio Sensi. Secondo i giudici, la caducazione retroattiva della norma rende tali atti “privi di base legale” e dunque da annullare, con effetti che operano ex tunc, cioè sin dall’origine.
Particolarmente rilevante il passaggio in cui il Tar chiarisce che la Regione non può procedere alla nomina di nuovi direttori generali: la dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge regionale esclude infatti che la stessa Regione possa esercitare il potere di nomina, poiché tale potere presuppone la legittima decadenza del direttore generale in carica, venuta meno con la bocciatura della legge.
Il ricorso nei termini di legge era stato presentato esclusivamente da Flavio Sensi. Gli altri direttori generali rimossi hanno invece scelto la strada del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
La sentenza del Tar potrà ora essere impugnata davanti al Consiglio di Stato.
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