Sardegna. Autonomie scolastiche. Giagoni contro Todde: “Allarme infondato e dati distorti”
.
REDAZIONE – Il tema del dimensionamento scolastico riaccende lo scontro politico in Sardegna. Alle accuse della presidente della Regione Alessandra Todde, che ha denunciato un taglio di 38 autonomie scolastiche con ulteriori 9 riduzioni previste, replica duramente il deputato della Lega Dario Giagoni, che contesta la ricostruzione della Giunta regionale parlando di dati “non corrispondenti alla realtà”.
In una nota ufficiale, Giagoni accusa l’esecutivo sardo di “alimentare un allarme infondato tra famiglie e operatori della scuola”, sostenendo che la narrazione della Regione servirebbe a coprire responsabilità politiche precise nella gestione del processo di riorganizzazione.
Secondo il deputato leghista, prima della riforma la Sardegna contava 234 autonomie scolastiche con dirigenti e Dsga titolari. Nel 2026/2027 il numero scenderebbe a 223, una riduzione di 11 autonomie, legata in larga parte al calo demografico e in linea con parametri nazionali già noti.
Un dato che, secondo Giagoni, smentirebbe l’ipotesi di un taglio massiccio e renderebbe “ingiustificati” i toni allarmistici adottati dalla presidente Todde, arrivando ad accusare la Giunta di “mentire ai cittadini”.
Nel suo intervento, Giagoni ricorda inoltre che la Sardegna ha beneficiato per anni di deroghe che le hanno consentito di mantenere un numero di autonomie superiore agli standard ordinari previsti a livello nazionale. Per questo, parlare oggi di penalizzazione o di accanimento nei confronti dell’Isola sarebbe, a suo giudizio, “scorretto e strumentale”.
Uno dei punti centrali della polemica riguarda la distinzione tra autonomie scolastiche e scuole sottodimensionate. Secondo il deputato della Lega, la Giunta regionale farebbe confusione tra i due concetti: le scuole sottodimensionate, afferma, “esistevano già prima della riforma” e da anni operano in reggenza, con dirigenti condivisi e ricadute organizzative negative.
In questa chiave, il dimensionamento non sarebbe la causa del problema, ma un tentativo – contestato politicamente – di affrontare una situazione strutturale già presente nel sistema scolastico sardo.
Giagoni richiama infine quanto sarebbe stato chiarito dal Governo durante un Consiglio dei ministri: alle Regioni che avessero applicato il dimensionamento sarebbero stati garantiti incentivi compensativi, tra cui la tutela dell’organico Ata e il mantenimento della figura del vicepreside vicario.
Secondo il deputato, altre Regioni avrebbero colto questa opportunità, mentre la Sardegna avrebbe scelto consapevolmente la strada dello scontro politico, rinunciando alle misure di accompagnamento previste.
La conclusione è un atto d’accusa diretto alla Giunta Todde, accusata di presentare come imposizione esterna una scelta politica autonoma. “Il Governo non ha punito nessuno”, sostiene Giagoni, “e se la Sardegna rischia conseguenze negative, la responsabilità sarebbe di una gestione che privilegia la propaganda rispetto alla verità dei dati”.
Lo scontro sul dimensionamento scolastico resta quindi aperto, con numeri e interpretazioni contrapposte che continuano ad alimentare il confronto tra Regione e Governo sul futuro della scuola in Sardegna.
.
.
.



Commento all'articolo