Sardegna, Piano 2026. “Liste d’attesa, esami nel weekend e screening”
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Rassegna Stampa
REDAZIONE – La nuova strategia collega in modo diretto le performance dei direttori generali ai risultati conseguiti puntando su responsabilità, trasparenza e misurabilità.
Lo rende noto oggi il quotidiano Il Sole 24 ore.
La Regione Sardegna accelera sulla riorganizzazione della sanità pubblica e punta a ridurre le liste d’attesa attraverso un nuovo sistema di valutazione dei direttori generali delle aziende sanitarie. La Giunta regionale ha infatti approvato la delibera che definisce gli obiettivi per il 2026, introducendo un modello basato su risultati concreti, monitoraggi periodici e indicatori misurabili.
Il provvedimento segna, secondo la Regione, «un cambio di paradigma» nell’organizzazione sanitaria, collegando in modo diretto le performance dei manager ai risultati ottenuti sui territori. Per ogni obiettivo sono stati individuati indicatori quantitativi, target semestrali e annuali, criteri di valutazione oggettivi e sistemi di controllo costante.
«Rafforziamo un modello fondato sulla responsabilità, sulla trasparenza e sulla misurabilità dei risultati», ha dichiarato la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, che mantiene l’interim della Sanità. «Vogliamo collegare in modo puntuale gli obiettivi assegnati ai direttori generali agli esiti concreti ottenuti sui territori».
La delibera assegna un punteggio complessivo differenziato alle aziende sanitarie regionali: 48 punti alle Asl, 38 punti all’Arnas Brotzu e alle Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari, 20 punti ad Ares e 5 punti ad Areus.
Tre le principali aree di intervento individuate dalla Regione. La prima riguarda la produzione dei servizi sanitari e l’efficienza organizzativa, settore a cui vengono destinati 21 punti per le Asl, 26 punti per le aziende ospedaliere, 20 per Ares e 5 per Areus.
Tra gli obiettivi previsti figurano l’incremento delle prestazioni diagnostiche, il miglioramento delle performance di Tac e risonanze magnetiche, la connessione in rete degli ecografi e la formazione del personale sanitario per un utilizzo integrato delle apparecchiature tecnologiche.
L’obiettivo dichiarato dalla Regione è quello di rendere più efficiente il sistema sanitario pubblico sardo, migliorando tempi di risposta e qualità dei servizi offerti ai cittadini.
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