Suora francese aggredita a Gerusalemme: arrestato un uomo
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Rassegna Stampa
REDAZIONE – Cresce l’allarme internazionale dopo l’aggressione a una suora francese avvenuta a Gerusalemme martedì scorso intorno alle ore 17.45.
La religiosa, 48 anni, è stata colpita a calci da un passante in un episodio ripreso da una telecamera di sorveglianza, le cui immagini sono state diffuse dalla polizia israeliana.
La suora aggredita a Gerusalemme non ha riportato gravi conseguenze fisiche, ma ha subito una forte contusione alla testa ed è rimasta profondamente traumatizzata. A riferirlo è padre Olivier Poquillon, direttore della Scuola Biblica e Archeologica di Gerusalemme, dove la donna svolge attività di ricerca.
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei cristiani in Medio Oriente. Da capitali europee come Parigi, Roma e Madrid sono arrivati messaggi di preoccupazione per una crescente ostilità nei confronti della comunità cristiana.
La polizia israeliana ha arrestato un uomo di 36 anni, ritenuto il presunto responsabile dell’aggressione, con l’accusa di violenza a sfondo razzista. Il ministero degli Esteri israeliano ha confermato l’apertura di un’indagine, sottolineando l’impegno del Paese nel garantire la libertà religiosa e di culto.
Sul caso è intervenuto anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che ha espresso preoccupazione per l’aumento di episodi di violenza contro i cristiani in Israele, Gaza, Cisgiordania e nel Sud del Libano, chiedendo maggiori garanzie per la libertà religiosa.
Anche il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha manifestato sostegno alla suora aggredita, chiedendo una punizione esemplare per l’autore del gesto.
Secondo il Religious Freedom Data Center, citato dal Guardian, nei primi tre mesi del 2026 in Israele si sono registrati almeno 31 episodi di aggressioni o violenze contro cristiani. Un fenomeno che, secondo monsignor William Shomali, vicario del Patriarcato Latino, è legato all’azione di gruppi ideologici estremisti mossi da odio e razzismo religioso.
Gerusalemme è sacra per ebrei, cristiani e musulmani. Luoghi come il Cenacolo o la Città Vecchia concentrano una densità di significati religiosi enorme in pochi metri. Questo rende ogni gesto — anche individuale — potenzialmente “carico” di valore simbolico. Una semplice aggressione può essere percepita come qualcosa di più ampio, soprattutto se la vittima è una figura religiosa.
I cristiani in Israele e nei Territori Palestinesi sono una piccola minoranza (pochi punti percentuali). A Gerusalemme sono molto presenti in alcune aree storiche e attraverso istituzioni religiose (scuole, conventi, centri di ricerca).
Questa visibilità, unita alla loro dimensione ridotta, li rende talvolta più esposti: episodi di vandalismo contro chiese o monasteri; insulti o molestie, soprattutto da parte di frange estremiste; tensioni legate a pellegrinaggi e accesso ai luoghi santi.
Negli ultimi anni varie fonti (diplomatiche e religiose) hanno parlato di una crescita di atti ostili contro cristiani, spesso attribuiti a gruppi ultra-nazionalisti o individui radicalizzati. Esempi includono:
- sputi contro religiosi (documentati anche da video)
- scritte offensive su edifici religiosi cristiani (Chiese)
- aggressioni fisiche, più rare ma molto più gravi
Non si tratta della popolazione nel suo insieme, ma di minoranze Ebraiche attive e visibili. Le autorità israeliane in diversi casi sono intervenute, ma vengono criticate per non fare abbastanza prevenzione.
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