Trump ancora all’attacco: “L’Italia non è stata di nessun aiuto, probabile il ritiro delle truppe”
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Rassegna Stampa
Germania, Italia e Spagna nel mirino di Trump
REDAZIONE – Nuovo attacco di Donald Trump alla politica italiana. E la minaccia di colpire i “cattivi” della Nato che non lo hanno aiutato nella guerra in Iran si allarga, dalla Germania, alla Spagna e anche al nostro Paese.
“L’Italia non è stata di nessun aiuto” nella guerra in Iran e “la Spagna è stata orribile“, le parole del presidente Usa nel rispondere a una domanda dei giornalisti sulla possibilità che il presidente ritiri alcune truppe Usa dalla Germania e se questo provvedimento possa colpire anche la Spagna. “Perché non dovrei farlo?“, ha risposto Trump, includendo nel ragionamento anche l’Italia.
Trump dà la colpa alla Nato. “Non è nemmeno una questione di quanto siano cattivi. Sarebbe un conto se avessero detto le cose con garbo. Guardate il livello di assistenza che stanno fornendo all’Ucraina. Hanno creato un disastro in Ucraina: un caos totale. La cosa incredibile è che hanno utilizzato lo stretto di Hormuz, mentre noi non lo usiamo“, ha messo in evidenza, riferendosi al fatto che il passaggio serve più agli europei che agli americani.
In Italia si trovano 13 mila soldati americani in varie basi, (in Spagna 4 mila)

- La base aerea di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, è una delle principali installazioni dell’US Air Force in Europa e ospita la 31st Fighter Wing, un’unità dotata di velivoli da combattimento destinati alle operazioni dell’Alleanza atlantica.
- a Vicenza, si trovano strutture fondamentali per la presenza dell’esercito statunitense. Qui ha sede il comando delle forze terrestri americane nel sud Europa e la 173ª brigata aviotrasportata, un’unità che rappresenta una delle principali forze di risposta rapida degli Stati Uniti nel continente.
- Camp Darby, tra Pisa e Livorno, uno dei principali depositi di materiali e munizioni dell’esercito americano fuori dagli Stati Uniti. La struttura è collegata sia al porto di Livorno sia alla rete ferroviaria italiana e svolge un ruolo essenziale nel rifornimento delle operazioni militari in Europa, Medio Oriente e Africa.
- A Napoli sono presenti importanti comandi militari collegati alla NATO e alla marina statunitense, mentre il porto di Gaeta rappresenta uno dei punti di appoggio logistico per le unità navali che operano nel Mediterraneo.
- Sigonella, in Sicilia, è considerata uno degli hub più importanti per le operazioni statunitensi nella regione mediterranea. Da qui transitano velivoli da pattugliamento, droni e unità di supporto alla Sesta Flotta americana, rendendo la base un nodo fondamentale per il monitoraggio e le operazioni nell’area che va dal Nord Africa al Medio Oriente.
Le basi statunitensi in Italia svolgono funzioni diverse e complementari. Da un lato consentono la presenza permanente di unità militari americane nel continente europeo; dall’altro rappresentano infrastrutture di supporto per operazioni militari che si svolgono anche a grande distanza dal territorio italiano.
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Trump ha sferrato in poche ore un duplice attacco a Friedrich Merz: prima annunciando di essere pronto a ridurre le truppe americane di stanza in Germania, poi consigliando al cancelliere tedesco di occuparsi “dell’Ucraina e del suo Paese in rovina” piuttosto che dell’Iran. In Germania si trovano circa 39mila soldati americani, in basi come quelle di Ramstein, Garnison e Grafenwoehr. Il timing degli attacchi di Trump non potrebbe essere peggiore per il leader della Cdu, il cui consenso è calato a picco nei sondaggi, mentre Afd svetta cinque punti sopra l’Unione con un 27%.
Con Trump il cancelliere tedesco paga il conto delle durissime dichiarazioni rilasciate giorni fa, quando si è spinto a dire che gli Usa sono del tutto “privi di strategia per uscire dal conflitto in Iran”, aggiungendo che la leadership di Teheran “sta umiliando un’intera nazione“, quella americana. Un passaggio, quest’ultimo, che ha fatto infuriare il tycoon.
Immediata la reazione del ministro della Difesa, Guido Crosetto
“Non ne capirei le ragioni. Come è evidente a chiunque, non abbiamo usato Hormuz. E ci siamo anche resi disponibili ad una missione per proteggere la navigazione. Cosa che peraltro è stata molto apprezzata dai militari americani“.
Dall’Iran…
“Probabile una nuova guerra con gli Usa. Pronti a fronteggiare qualsiasi mossa ostile. Dovremmo prepararci al peggio, così da non essere colti alla sprovvista”.
Lo ha affermato in un post su Telegram riportato da Iran International, Yousef Pezeshkian, figlio e consigliere del presidente iraniano Masoud Pezeshkian. “L’Iran ha subito danni economici a causa dei danni alle infrastrutture e danni alla capacità gestionale a causa della perdita delle sue migliori forze, ma in termini di credibilità e posizione globale ne ha finora tratto vantaggio“.
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