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Un altro scivolone? Telefonate pressanti per indagare su chi non lo sostiene?..

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Un’altra favola di James Matthew Barrie… in chiave 007

REDAZIONE – In questo momento, purtroppo, si ha modo di percepire che c’è una politica che parla di trasparenza, correttezza e rinnovamento. E poi… (dietro le quinte)… c’è invece quella che, nei fatti, sembra muoversi in tutt’altra direzione.

Spiacevole a dirsi… ma è un dato di fatto.

Negli ultimi giorni stanno circolando segnalazioni precise: telefonate dai toni accesi, persino richieste di informazioni su cittadini considerati “non allineati”, con tentativi di capire chi lavora con chi e perché.

Non opinioni, ma fatti riportati da più persone… e rilevate persino in certi post di Facebook.

Se tutto questo fosse confermato… non saremmo davanti a un semplice scivolone: sarebbe invece un modo di agire che nulla ha a che vedere con il rispetto, con la trasparenza e con l’idea stessa di comunità. E soprattutto con la buona politica…

Ma non finisce quì. Anche alcuni episodi raccontati pubblicamente di recente, come aggressioni subite in luogo pubblico, rilanciati sugli stessi social con grande enfasi, sembrano avere versioni diverse da parte di chi ha tutto il diritto di difendersi e di chi era persino presente. Versioni che ribaltano vergognosamente e completamente la narrazione resa pubblica.

A questo punto il problema non è più il singolo episodio, ma il metodo.

Prima la tensione nei rapporti privati, poi il racconto pubblico in chiave palesemente vittimistica. Uno schema che si ripete sistematicamente e che solleva una domanda inevitabile: si tratta davvero di episodi isolati o di un modo di fare preciso di costruire un preciso consenso?

Ma se questo è il metodo… allora è legittimo chiedersi cosa ci sia davvero dietro l’immagine del “nuovo”. Perché il rischio è che, dietro una comunicazione artefatta, ben costruita e sediente moralmente orientata, si nascondano pratiche vecchie quanto la peggior politica: pressione, delegittimazione e costruzione di un consenso attraverso la distorsione dei fatti.

Insomma: un metodo che somiglia fin troppo a qualcosa di molto vecchio…

Chi si candida ad amministrare una Città, o la cosa pubblica in genere, come nel nostro caso, non può permettersi ambiguità. Non può chiedere fiducia raccontando una cosa e, secondo diverse versioni/testimonianze, comportandosi in modo opposto… in modo Becero!

Il “nuovo” non si dichiara: si dimostra.

E quando i comportamenti iniziano a somigliare fin troppo a certe vecchie abitudini, allora è giusto fermarsi e chiedere chiarezza.

Senza giri di parole.

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