POLITICA

Soru e Solinas. Acque agitate negli schieramenti

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REDAZIONE – Le poltrone dalle uova d’ora, fanno aumentare la febbre ai contendenti, per l’eccessiva arroganza nel condurre la campagna elettorale. I Sardi stanno a guardare, e in tanti cominciano a pensare di disertare le Urne…

Fratelli d’Italia non ha alcun titolo per riunire il tavolo regionale del centrodestra in vista delle prossime elezioni regionali“. Questa è la posizione del Partito Sardo d’Azione che, per questo, oggi non sarà presente al vertice che è stato convocato a Palazzo Tirso dalla coordinatrice Antonella Zedda, dopo la bocciatura della ricandidatura per il presidente uscente, il sergente Christian Solinas.

A fissare l’incontro per il 24 novembre a palazzo Tirso, infatti, era stata proprio la Zedda, che sabato scorso sfiduciava ufficialmente di fatto Solinas dalle Regionali, sostenuto solamente dalla Lega. E a margine dei lavori in Consiglio regionale, di mercoledì pomeriggio, dunque, Moro ha inviato una lettera alla coordinatrice di Fratelli d’Italia, ribadendo comunque la disponibilità a un tavolo per tenere unita la coalizione.

Secondo Antonio Moro, presidente dei sardisti – che parla anche a nome di Cristian Solinas – si tratta di una competenza che è ancora in capo al partito dei Quattro Mori. E, anzi, «il segretario è pienamente disponibile, in qualità di guida della coalizione di centrodestra-civica-sardista al governo della Regione, per procedere con immediatezza nella convocazione della riunione della coalizione».

Fratelli d’Italia, ribadisce con forza che «non ci sono più le condizioni per sostenere Solinas». Quindi, d’accordo con i vertici nazionali del partito, la coordinatrice ha «assunto l’onere di convocare il tavolo sardo della coalizione». Ma a Palazzo Tirso, a Cagliari, saranno invece presenti tutte le altre forze politiche della coalizione: Forza Italia, Riformatori, il Grande centro, l’Udc, Idea Sardegna. Eccetto la Lega. (Stiamo a vedere cosa succede…)

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Renato Soru, ormai fuori dal centrosinistra, continua contro Alessandra Todde

Ospite del programma di DiMartedì condotto da Giovanni Floris, Soru ha spiegato i motivi della sua discesa in campo alle Regionali 2024. In netta contrapposizione con il Campo Largo e la decisione di candidare Alessandra Todde.

Cosa non gli è piaciuto della candidatura della Todde? chiede Foloris: “Non mi è piaciuto che il candidato presidente alla Regione Sardegna venga scelto con una imposizione romana. I sardi si vogliono autodeterminare. E e primarie? Parteciperei, ma il tempo è quasi scaduto”.

Perché la Sua discesa in campo? – “Partecipo perché sono certo che l’alleanza Pd-5 Stelle perderà. Io penso che vinceremo noi. Nessuno vuole un presidente della Regione 5 Stelle”.

E il Pd tira dritto, nessun ripensamento su Alessandra Todde: «È la nostra candidata, l’abbiamo scelta attraverso un metodo democratico che è quello della politica», ribadisce il segretario dei dem sardi Piero Comandini all’indomani dell’ennesima prova di dialogo fallita tra i due pezzi del centrosinistra. E la precisazione arriva durante la conferenza stampa di presentazione della festa dell’Unità a Cagliari a cui parteciperà anche la stessa Todde, oltre alla segretaria Elly Schlein.

Il segretario Dem chiede inoltre a Soru di non essere diffidente nei confronti di M5s: «Il Pd è stato il primo ad essere diffidente, ma in questi anni con Conte si è trasformato in un partito vero e proprio. Con loro abbiamo fatto cinque anni di opposizione alla Regione e rappresentano una fetta di elettorato importante».

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