Santa Maria. Una ferita nel cuore del Parco: “la comunità si raccoglie in preghiera davanti alla Cappella dell’Assunta”
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REDAZIONE – Una Santa Messa riparativa e di ringraziamento per ricordare il devastante incendio del 10 settembre, che ha distrutto 35 ettari di macchia mediterranea.
Istituzioni civili e militari, forze dell’ordine, soccorritori e fedeli uniti in un momento di raccoglimento, speranza e rinnovato impegno per la tutela dell’Arcipelago.

«Una ferita nel cuore del Parco di La Maddalena». Con queste parole la presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Rosanna Giudice, aveva descritto il drammatico segno lasciato dall’incendio che, lo scorso 10 settembre, ha devastato l’isola di Santa Maria.

Un rogo che ha distrutto circa 35 ettari di macchia mediterranea – aveva denunciato il sindaco Fabio Lai – quasi un terzo dell’intera superficie dell’isola, mettendo a rischio anche uno dei luoghi più cari alla memoria e alla spiritualità della comunità maddalenina.
«Solo un miracolo ha salvato la chiesetta dell’Assunta», aveva poi sottolineato la presidente Giudice, richiamando l’attenzione sulla gravità di un evento che ha ferito profondamente il patrimonio naturalistico e paesaggistico dell’Arcipelago.

E proprio da questo sentimento di dolore, ma anche dalla gratitudine per lo scampato pericolo della Cappella dell’Assunta, è nata la celebrazione di oggi, martedì 13 ottobre, alle ore 16, sull’isola di Santa Maria, partendo da La Maddalena a bordo della Motonave Lady Luna. Un pellegrinaggio organizzato dal parroco di La Maddalena, don Umberto Deriu, coadiuvato dal cappellano militare don Francesco Bregoli, per celebrare una Santa Messa riparativa e di ringraziamento, affidando alla preghiera le ferite provocate dalle fiamme e la speranza di una rinascita del territorio.
Istituzioni, militari e soccorritori: una comunità unita


La celebrazione, raccolta e solenne, ha visto la partecipazione delle principali autorità civili e militari, dei rappresentanti delle forze dell’ordine, degli uomini impegnati nella tutela ambientale e dei volontari che operano quotidianamente al servizio della comunità.

Presenti il sindaco di La Maddalena, Fabio Lai, accompagnato dalla vicesindaca Federica Porcu; il Direttore dell’Ente Parco Dott. Yuri Donno; il comandante del Presidio militare della Marina, capitano di vascello Francesco Maffiola, con il capitano di corvetta Antonio Catanzariti e il maresciallo di Corpo Scutellà e la rappresentanza dei Marinai d’Italia di La Maddalena.

Presenti anche il comandante della Guardia Costiera, capitano di fregata Alessandro Cingolani, il maresciallo della Guardia di Finanza Vincenzo Zezza con i suoi uomini e il maresciallo dei Carabinieri della Stazione di La Maddalena con l’equipaggio della Motovedetta CC comandata dal Marescialo Petrone; il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, con il comandante del Presidio di Tempio Pausania, commissario superiore Giannicola Zuccarelli, accompagnato dai suoi uomini provenienti da Palau e La Maddalena. Accanto a loro, gli operatori della Protezione Civile di La Maddalena, i Vigili del Fuoco e tantissimi fedeli della parrocchia di Santa Maria Maddalena.

Una partecipazione corale che ha dato alla celebrazione un significato ancora più profondo: quello di una comunità capace di ritrovarsi attorno ai propri luoghi simbolo, condividendo il dolore per quanto accaduto e la riconoscenza verso quanti si sono impegnati per fronteggiare l’emergenza.
Don Deriu: «Un momento di riflessione e di rinnovata attenzione»

Nel corso della celebrazione, don Umberto Deriu ha richiamato il valore spirituale e comunitario dell’iniziativa, sottolineando la necessità di trasformare il dolore per l’incendio in una rinnovata consapevolezza del dovere di custodire il territorio.
«La celebrazione rappresenta un’occasione per riunire la comunità in un momento di riflessione, di rispetto e di rinnovata attenzione verso un patrimonio che appartiene a tutti», ha evidenziato il parroco.
Le fiamme, alimentate dalle condizioni ambientali e dal forte vento, hanno lasciato un segno profondo sull’isola, riportando al centro dell’attenzione la fragilità degli ecosistemi mediterranei e l’importanza della prevenzione. La tutela dell’ambiente, ha ricordato il senso delle parole del sacerdote, non può essere considerata una responsabilità riservata esclusivamente alle istituzioni o agli organismi preposti alla vigilanza, ma richiede la partecipazione consapevole di ciascuno.

Il rispetto della natura, la prudenza e la responsabilità individuale e collettiva diventano così parte di un impegno comune, a difesa di un territorio prezioso che rappresenta un dono da custodire e trasmettere alle generazioni future.
La Cappella dell’Assunta, simbolo di fede e speranza

A fare da cornice alla Santa Messa è stata la Cappella dell’Assunta, miracolosamente risparmiata dall’incendio e rimasta al centro dell’attenzione come simbolo di continuità, fede e speranza.

In questo luogo, profondamente legato alla tradizione religiosa dell’isola, la preghiera si è intrecciata con il sentimento di riparazione per le ferite inferte alla natura.

Non soltanto una celebrazione religiosa, dunque, ma un gesto dal forte valore simbolico, rivolto all’isola di Santa Maria e all’intero Arcipelago.

La Messa ha rappresentato anche un’occasione per ricordare quanto sia prezioso il patrimonio naturalistico e paesaggistico che circonda La Maddalena: un ambiente unico, ma fragile, esposto ai rischi degli incendi e alle conseguenze di comportamenti imprudenti.
Dopo il fuoco, l’impegno per la rinascita

L’incendio del 10 settembre lascia una ferita che non potrà rimarginarsi in tempi brevi. La macchia mediterranea distrutta richiederà tempo e condizioni favorevoli per una lenta rigenerazione naturale, mentre resterà fondamentale mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione e sulla salvaguardia dell’ambiente.

La celebrazione sull’isola di Santa Maria ha voluto esprimere proprio questo: la vicinanza della comunità a un territorio ferito, la gratitudine per ciò che è stato salvato e la volontà di non dimenticare quanto accaduto.

Davanti alla Cappella dell’Assunta, istituzioni, militari, forze dell’ordine, soccorritori e fedeli si sono ritrovati uniti da un sentimento condiviso. Un momento di preghiera che ha dato voce al dolore, ma anche alla speranza che l’isola possa lentamente recuperare la propria bellezza.
Perché proteggere Santa Maria significa proteggere una parte dell’identità di La Maddalena: la sua storia, la sua fede, il suo paesaggio e quel patrimonio naturale che appartiene a tutti e che tutti sono chiamati a difendere.


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