ARPAS. Sardegna. Un’estate senza maestrale e l’autunno che tarda ad arrivare
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REDAZIONE – Temperature sopra la media, poche giornate di vento e precipitazioni scarse: l’alta pressione sul Mediterraneo ha condizionato il clima dell’Isola da giugno a settembre. Secondo l’Arpas, (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), un cambiamento che si riflette anche sull’inizio della stagione delle piogge.
Un’estate senza il consueto maestrale e un autunno che fatica a entrare nel vivo. È il quadro meteorologico della Sardegna delineato da uno studio preliminare del Dipartimento meteoclimatico dell’Arpas, che evidenzia alcune anomalie significative nei mesi compresi tra giugno e settembre.
Il vento dominante dell’Isola si è fatto vedere raramente e, quando è arrivato, lo ha fatto senza la consueta intensità e durata. Una circostanza che ha contribuito ad accentuare la sensazione di caldo, rendendo ancora più difficili da sopportare le temperature superiori alla media registrate durante l’estate.
A spiegare le ragioni di questa situazione è il meteorologo dell’Arpas Pier Luigi Trudu, che individua nella persistente presenza dell’alta pressione sul Mediterraneo, fin da giugno, il principale fattore responsabile del blocco delle perturbazioni atlantiche. Il risultato è stato un lungo periodo caratterizzato da stabilità atmosferica, scarsa ventilazione e assenza di un significativo ricambio delle masse d’aria.
Scirocco e maestrale, due venti con effetti diversi
L’estate appena trascorsa si inserisce in un anno caratterizzato anche da episodi di ventilazione particolarmente intensi. Nei mesi di gennaio e febbraio, soprattutto in concomitanza con l’arrivo dello scirocco, si sono verificate forti mareggiate che hanno interessato le coste dell’Isola.
Un elemento importante riguarda proprio le differenze tra i venti che interessano la Sardegna. Il maestrale, proveniente da nord-ovest, è quello a cui il territorio e la vegetazione sono maggiormente abituati. Lo scirocco, che soffia da sud-est, è invece meno frequente e può provocare conseguenze più rilevanti, soprattutto quando raggiunge intensità elevate.
È anche per questo motivo, spiega Trudu, che le soglie previste per le allerte meteorologiche in Sardegna sono più basse per lo scirocco rispetto a quelle stabilite per il maestrale: il territorio è generalmente meno preparato a fronteggiarne gli effetti.
Settembre sempre più estivo, le piogge slittano a ottobre
L’altra anomalia riguarda il calendario delle stagioni. Anche settembre ha mantenuto caratteristiche prevalentemente estive, con temperature elevate e precipitazioni scarse. Sono stati rari i rovesci e i temporali pomeridiani che, in passato, contribuivano a segnare il passaggio verso condizioni più tipicamente autunnali.
Se un tempo settembre rappresentava spesso l’inizio della stagione delle piogge nell’Isola, oggi l’arrivo delle precipitazioni più significative tende a spostarsi verso ottobre. Una tendenza che, secondo il meteorologo dell’Arpas, trova un precedente anche nel 2023, un altro anno contraddistinto da temperature particolarmente elevate e da un settembre siccitoso.
Ora l’attenzione si sposta sulla seconda metà di ottobre, che lascia intravedere prospettive più favorevoli per un cambiamento delle condizioni meteorologiche. Resta da verificare se le piogge riusciranno a diventare più frequenti e diffuse, interrompendo una fase di caldo e siccità che ha prolungato ben oltre l’estate la sensazione di una stagione mai realmente conclusa.
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