Sanità . In Sardegna cresce la rinuncia alle cure: nel 2025 riguarda il 19,5% della popolazione
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dalla Fondazione GIMBE
Continua il disagio sanitario per i Sardi
REDAZIONE – La Sardegna si conferma la regione italiana con la più alta percentuale di cittadini che rinunciano alle prestazioni sanitarie.
A delineare il quadro è l’ultima analisi della Fondazione Gimbe, che, sulla base dei dati disponibili, evidenzia un ulteriore peggioramento rispetto agli anni precedenti. Nel 2025, infatti, il 19,5% della popolazione sarda ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, quasi il doppio della media nazionale, ferma al 9,6% secondo i dati Istat.
Il dato segna un aumento significativo rispetto al 2023, quando la quota di sardi costretti a rinunciare alle cure era pari al 13,7%. Un trend che conferma le difficoltà di accesso ai servizi sanitari nell’Isola, dove le principali cause di rinuncia restano le lunghe liste d’attesa, indicate dal 6,5% della popolazione, e i costi delle prestazioni, che riguardano il 5,2%.
Sul fronte dei tempi di accesso alle cure, i dati relativi al 2026 mostrano un quadro contrastante. Per le prime visite si registra un peggioramento della quota di prenotazioni garantite entro i tempi previsti, con una riduzione di 3,7 punti percentuali rispetto al 2025. Migliora invece la situazione per gli esami diagnostici, con un incremento di 5,2 punti percentuali.
Tra gli elementi positivi emerge la percentuale di attribuzione della classe di priorità P per le prime visite, che prevede l’erogazione entro 120 giorni: in Sardegna raggiunge il 40,1%, superando di oltre cinque punti la media nazionale del 34,9%.
Nonostante alcuni segnali di miglioramento, per la Fondazione Gimbe il quadro complessivo delle liste d’attesa resta critico. A livello nazionale, oltre quattro milioni di prenotazioni risultano ancora oltre i tempi previsti. Inoltre, i dati Agenas non permettono di stabilire quante prestazioni siano state effettivamente erogate nei tempi stabiliti, né di ricostruire l’intero percorso di attesa dei cittadini, dalla prescrizione alla prestazione.
I numeri riportano così al centro il problema dell’accessibilità della sanità pubblica in Sardegna: tra attese prolungate e costi da sostenere, una quota crescente di cittadini rinuncia a visite ed esami, con l’Isola che registra il dato più critico a livello nazionale.
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