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Caprera. Dopo i cinghiali, l’allarme per la crescita delle capre selvatiche

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Una tradizionale presenza che non piace a qualcuno…

REDAZIONE – Monta la polemica sulle Capre sull’isola di Caprera. Torna così al centro dell’attenzione la presenza della fauna selvatica.

Dopo le problematiche legate alla proliferazione dei cinghiali, l’attenzione si concentra ora sulla numerosa popolazione di capre inselvatichite, ritenuta da residenti e osservatori del territorio una possibile minaccia per l’equilibrio dell’ecosistema.

Gli animali, discendenti da nuclei allevati in tempi passati e successivamente rimasti senza controllo, si sarebbero moltiplicati in assenza di un organico piano di gestione. La loro elevata capacità di adattamento e la pressione esercitata sulla vegetazione alimentano i timori per il progressivo impoverimento della flora dell’isola.

Particolare preoccupazione riguarda le piante giovani, i germogli, la vegetazione spontanea e i gigli di mare, presenti soprattutto lungo le coste e nelle aree dunali. Il consumo di baccelli e bulbi potrebbe ostacolare il naturale rinnovamento della vegetazione, con possibili conseguenze sulla biodiversità e sugli habitat.

La presenza delle capre avrebbe inoltre assunto una dimensione legata alla sicurezza. Gli animali vengono segnalati sempre più frequentemente nei pressi delle strade, creando potenziali situazioni di pericolo per automobilisti, ciclisti ed escursionisti, mentre alcuni esemplari si spingerebbero verso l’isola madre alla ricerca di cibo.

Il tema divide anche le percezioni: per alcuni le capre rappresentano ormai un elemento caratteristico del paesaggio di Caprera, mentre per altri la loro crescita numerica richiede un intervento di gestione. Tra le critiche viene indicata anche la scelta di concentrare risorse su studi genetici finalizzati a ricostruirne l’origine, anziché su interventi immediati di controllo della popolazione.

Dal territorio arriva quindi la richiesta di una soluzione concreta e strutturata, che consenta di ridurre la pressione sulla vegetazione e garantire la sicurezza, valutando anche la cattura e il trasferimento degli animali presso strutture o allevatori idonei.

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