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Dazi USA. Siamo alla rese dei conti pazzi: “Trump spaventa la Sardegna”

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REDAZIONE – L’annuncio dell’imposizione di dazi del 30% da parte di Donald Trump verso i Paesi dell’Unione Europea, a partire da agosto, ha generato forte preoccupazione in Sardegna, in particolare nel comparto agroalimentare e nella filiera del Pecorino Romano, prodotto chiave per l’economia isolana.

Coldiretti Sardegna, pur riconoscendo la gravità della situazione, lancia un appello alla lucidità e all’unità, evitando reazioni impulsive o allarmistiche che rischiano di aggravare le ricadute economiche:

No al panico: Il timore dei dazi è giustificato, ma le reazioni emotive potrebbero innescare una “corsa al ribasso” dei prezzi, dannosa soprattutto per i pastori.

Un dazio del 30%, combinato con l’attuale cambio euro/dollaro, potrebbe significare un aumento effettivo dei prezzi oltre il 40%, rendendo il prodotto meno competitivo.

La preoccupazione, quindi, è che i produttori, per non perdere quote di mercato negli USA, abbassino i prezzi alla fonte, minando la sostenibilità della produzione.

Secondo gli esperti, è necessario attivare strumenti come il Pegno rotativo e il bando indigenti, già in passato utilizzati per gestire le eccedenze; convocare con urgenza un tavolo tecnico regionale che coinvolga tutta la filiera, produttori, trasformatori, banche e associazioni di categoria; definire strategie condivise, in modo che ciascun attore della filiera faccia la sua parte secondo competenze e responsabilità.

Coldiretti, infine, ricorda che il Pecorino Romano non ha veri sostituti nel mercato statunitense e che colpire questa filiera danneggerebbe anche l’economia americana, per questo, serve una risposta coesa, razionale e strategica, capace di salvaguardare un’eccellenza agroalimentare e il lavoro di migliaia di operatori sardi.

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