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Ragazzini esagitati. Perché i nostri giovani arrivano a comportarsi così?

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Non dobbiamo esasperare gli animi…

REDAZIONE – Diciamoci la verità (con i piedi per terra): La Maddalena conserva ancora oggi un volto particolare: quello di una città dove i ritmi della vita quotidiana sono scanditi dal mare, dalle relazioni tra le persone e da una dimensione urbana raccolta, lontana dalla frenesia dei grandi centri.

A La Maddalena non c’è microcriminalità! Nessuna paura ci deve travolgere… (almeno per ora).

Ma capire certe situazioni burrascose, non significa giustificare. E non si può neanche pretendere la presenza di un poliziotto in ogni angolo della Città…

Dietro comportamenti di questo tipo possono esserci diverse componenti:

  • il desiderio di sentirsi parte del gruppo;
  • la ricerca di attenzione;
  • la voglia di sfidare gli adulti e le regole;
  • l’emulazione di comportamenti visti o raccontati come “divertenti” e, in alcuni casi, una scarsa consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni.

A La Maddalena, nel complesso, c’è una tranquillità che non significa assenza di vita. Al contrario, è una comunità viva, con le sue attività commerciali, le scuole, le associazioni, le realtà sportive, le iniziative culturali e una presenza quotidiana legata anche alla comunità militare e alle altre istituzioni che fanno parte della storia dell’isola.

In un gruppo di giovani, purtroppo, può scattare anche un meccanismo pericoloso: quello della provocazione reciproca. Quello che il singolo adolescente forse non farebbe da solo, ma può diventare possibile quando è circondato dai coetanei (il c.d. Branco). Una bravata può trasformarsi rapidamente in vandalismo, una provocazione in un’aggressione verbale e una minaccia può arrivare a coinvolgere oggetti da strada utilizzati per intimidire (… ma non c’è premeditazione).

Nelle scuole cittadini, per esempio, sono diversi gli episodi in cui certi giovani studenti (esagitati), danneggiano arredi e si ribellano all’autorità dell’insegnante.

Internet e i telefonini, ormai, la fanno da padroni… e spesso inculcano il male.

C’è poi il tema del controllo e dei limiti.  A 14 anni la responsabilità educativa degli adulti rimane fondamentale. Famiglia, scuola, istituzioni e comunità hanno ruoli diversi, ma tutti possono contribuire a far comprendere ai ragazzi che lo spazio pubblico non è terra di nessuno e che danneggiare un bene, intimidire una persona o mettere in pericolo altri non è un modo di divertirsi.

Anche l’assenza di una risposta immediata può alimentare la percezione dell’impunità.

Se un gruppo di ragazzi vede che per settimane le stesse condotte si ripetono senza conseguenze, il confine tra ciò che è consentito e ciò che non lo è può progressivamente spostarsi.

Per questo la domanda “dove sono le famiglie?” è comprensibile come reazione alla preoccupazione dei cittadini, ma non può essere l’unica domanda.

Ma non dimentichiamo che la Famiglia educa… e la Scuola forma…

Occorre chiedersi anche quali interventi educativi vengano attivati e come comunità e istituzioni possano impedire che il disagio di alcuni adolescenti si trasformi in paura per chi vive o lavora nel centro storico.

Una cosa, però, deve rimanere chiara: comprendere le cause non significa minimizzare i fatti.

Un vaso rotto è un danno. Una scorribanda a forte velocità è un pericolo. Una minaccia con un oggetto di ferro, se confermata, è un fatto di ben altra gravità.

Ecco perchè la Famiglia, innanzitutto, deve prestare la massima attenzione.

E proprio per questo, prima ancora della punizione, serve che ai ragazzi venga restituito il senso del limite. Perché educare significa anche insegnare che la libertà di divertirsi finisce nel momento in cui comincia la paura degli altri.

La tranquillità della nostra Isola, tuttavia, non deve essere confusa con l’assenza di problemi.

Anche La Maddalena, comunque, conosce i suoi momenti di difficoltà, (episodi di degrado, problematiche legate alla sicurezza, alla viabilità, ai servizi e alla pressione turistica). Ma questi fenomeni appartengono a una realtà più ampia e non cancellano il carattere complessivo di una comunità che continua a vivere in una dimensione profondamente legata al territorio…

E quando il sole scende sull’Arcipelago, il traffico diminuisce, il porto rallenta e le strade si fanno silenziose, La Maddalena torna a mostrare il suo volto più autentico: quello di una piccola città di mare dove la vita, nonostante tutto, continua a scorrere con calma…

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