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Todde replica a Grillo: «Pace e bene, noi abbiamo scelto la responsabilità…»

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Volano gli stracci nei Francescani 5 Stelle…

REDAZIONE – Alessandra Todde risponde agli attacchi di Beppe Grillo a distanza di un giorno, a margine del vertice di maggioranza in Consiglio regionale.

Il fondatore del Movimento 5 Stelle, in un intervento pubblicato sul suo blog, aveva accusato la Giunta regionale di pensare all’arricchimento personale, criticando in particolare il ricorso alla legge sugli staff.

La presidente della Regione sceglie inizialmente l’ironia e, ricordando che ieri era la giornata dedicata a San Francesco d’Assisi, replica: «Risponderei con il saluto francescano: Pace e bene…».

Poi Todde entra nel merito delle accuse e distingue tra le critiche politiche al Movimento e quelle rivolte all’azione della Giunta. «Un conto è attaccare un movimento che sta crescendo senza il suo fondatore, che sta trovando delle direzioni che non lo coinvolgono e che quindi possono provocare qualche reazione negativa da parte sua – spiega – diverso è entrare nel merito delle cose».

Ed è proprio sui risultati dell’amministrazione che la presidente concentra la sua difesa. «Abbiamo ereditato una Regione con novemila progetti e un Pnrr al 4% – sottolinea – ed era importante riuscire a portare a casa i risultati».

Todde ricorda inoltre che una proposta di modifica della legge 10, la cosiddetta legge “poltronificio” approvata nella precedente legislatura, è già all’esame del Consiglio regionale. «Non abbiamo mai nominato capi dipartimento, ufficio legislativo, ufficio studi e altre posizioni presenti. Abbiamo utilizzato le persone che ritenevamo utili per il lavoro che dovevamo fare».

La presidente giustifica dunque il ricorso agli strumenti previsti dalla legge sugli staff con la necessità di garantire la realizzazione dei progetti e degli interventi legati al Pnrr. «Perché non abbiamo abolito la legge sugli staff? Abbiamo ereditato un’amministrazione ferma, tanti progetti da portare a casa e un’esposizione della Regione importante».

Secondo Todde, la scelta non sarebbe stata dettata dalla volontà di distribuire incarichi, ma dalla necessità di assicurare il funzionamento della macchina amministrativa. «Non sottendeva una risposta populistica, ma di responsabilità. Il nostro primo compito era governare la Regione, fare in modo di essere certi di portare a casa i progetti. Questo è quello che abbiamo fatto, ovviamente con responsabilità».

Infine, la presidente respinge l’accusa di aver utilizzato la legge per creare nuova occupazione politica: «Se avessimo avuto banalmente una spinta all’occupazione, avremmo nominato quello che potevamo».

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