Sabato di tensione da Milano a Roma. Individuato il responsabile della pagina “Movimento 17 Ottobre”
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Eccoci quà…
Il pretesto del “caro vita” che vuole trascinarci nel mondo Islamico
ULTIMA ORA – Nuovo round di proteste nelle città italiane. Individuato il responsabile della pagina “Movimento 17 Ottobre”, sarebbe un 30enne di seconda generazione, attivista pro-Pal e free-lance.
Sabato di tensione nelle principali città italiane: da Milano a Roma sono diverse le manifestazioni organizzate da movimenti studenteschi e non solo, scesi in piazza principalmente per protestare contro la guerra e il caro vita seguendo le indicazioni del “Movimento 17 ottobre” che ha indetto nuovi cortei dopo gli scontri dello scorso fine settimana.
Consigli su come comunicare attraverso chat ‘segrete’ e muoversi in piazza, istruzioni per sopravvivere ai lacrimogeni, indicazioni sui propri diritti e la tutela legale e ricette per il caos. In rete il Movimento 17 ottobre, il gruppo social, fornisce un ‘kit’ per come muoversi senza rischi in una piazza che, anche oggi, si preannuncia ad alta tensione. Dai manuali per il sabotaggio o per smascherare il poliziotto infiltrato, ai prodotti da usare nel caso l’aria si riempia di fumi irritanti – dalle maschere costose ai rimedi casalinghi come bandana bagnata e occhialini da nuoto – senza dimenticare le istruzioni social sulle comunicazioni (via Signal, Session o altri canali) per comunicare come e dove si spostano le forze dell’ordine.
Tra Roma e Milano sono scattati i fermi preventivi nei confronti di alcuni giovani. Individuato il presunto responsabile della pagina social “Movimento 17 ottobre.
Momenti di tensione al corteo a Roma tra manifestanti e forze dell’ordine nell’area archeologica del Colosseo. È qui che i giovani hanno effettuato una deviazione raggiungendo l’arco di Costantino, area tradizionalmente piena di turisti. E’ intervenuta anche la polizia in tenuta anti-sommossa. Sono seguiti momenti di tensione, ma nessuno scontro. Alcuni manifestanti sono entrati al Colosseo. Il corteo ha proseguito senza avere una direzione chiara.
Momenti di tensione anche a Torino quando la polizia ha impedito ai manifestanti che si sono ritrovati in piazza Castello di procedere verso via Po. Alcuni partecipanti alle proteste hanno anche dato fuoco a una foto della premier Giorgia Meloni. Gli agenti hanno respinto i manifestanti con una breve carica di alleggerimento, con gli scudi e i manganelli. La polizia aveva invitato partecipanti a procedere verso l’area Nord della città, attraverso i Giardini reali.
A Bologna, dopo un lancio di sassi e petardi, le Forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e con l’utilizzo dell’idrante per disperdere la folla di manifestanti. Il corteo di oggi pomeriggio, sulle prima assolutamente pacifico, è partito da piazza del Nettuno per poi confluire verso il centro città. Sono state effettuate diverse cariche di alleggerimento nella zona di via Marconi.
La mente del Movimento 17 Ottobre
Nel frattempo è stato individuato e portato negli uffici della polizia a Milano Youssef Siher, il presunto fondatore e gestore della pagina Instagram “Movimento 17 ottobre”, aperta all’indomani degli scontri dello scorso weekend e subito diventata virale sui social.

Si tratterrebbe di un 30enne italiano di seconda generazione, di origini straniere, individuato grazie al lavoro dell’intelligence. Il giovane, residente in provincia di Brescia, è indagato per istigazione a delinquere aggravato dalla finalità di terrorismo e dall’utilizzo del mezzo informatico, apologia di delitti e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche (vale a dire il nuovo reato previsto da decreto legge approvato in Cdm).
Youssef Siher avrebbe un curriculum scolastico di alto livello: Siher ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Milano. È un ex ricercatore dell’Ispi e giornalista free-lance, con un focus particolare sul Nord Africa e in generale sul Medio Oriente. In passato ha collaborato con Il Fatto Quotidiano. Stando alle informazioni raccolte dagli inquirenti sarebbe un attivista dei movimenti pro-Pal.
Perquisizioni in corso in un’abitazione alla periferia del capoluogo lombardo: sarebbe di una amica di Youssef Siher. In mattinata gli agenti della Digos di Brescia hanno perquisito un altro appartamento tra Mazzano e Gavardo, nel Bresciano, dove vive ancora la sua famiglia. Nel corso dell’attività sarebbe stato trovato materiale informativo ritenuto di interesse investigativo. Effettuata anche una perquisizione informatica.
Youssef Siher, nel video “Medioriente e dintorni” del 2023
ADNK – Nel filmato si definisce giornalista freelance e ricercatore, ripercorrendo il ruolo avuto nell’associazione degli studenti musulmani dell’Università Statale.
“Sono un giornalista freelance, scrivo per il Fatto Quotidiano, e sono stato invitato per parlare di iftar, ma anche tante altre cose“.
Inizia così la sua presentazione, Youssef Siher, italiano di seconda generazione, ritenuto l’ideatore del Movimento 17 ottobre, in un video del 2023 del canale ‘Medio Oriente e dintorni’ su YouTube che lo presenta come l’organizzatore del “primo iftar – (pranzo serale che interrompe il digiuno del Ramadan, ndr.) – pubblico di Milano“.
Youssef Siher racconta la sua esperienza accademica e il suo ruolo come socio fondatore e primo presidente dell’associazione degli studenti musulmani dell’Università Statale di Milano, spiegando le motivazioni che hanno spinto alla creazione del gruppo. “Sono stato il primo presidente effettivo e uno dei soci fondatori” nel 2018, racconta.
“Ho fatto molte esperienze per la comunità musulmana della Statale di Milano e sono bresciano. Sono di Brescia, nato e vissuto fino al liceo in provincia di Brescia, poi sono andato a Milano per studiare all’università statale“, racconta nel video.
“Sono stato presidente dell’associazione alla Statale di Milano, quindi rappresentavo gli studenti lì, ma abbiamo cercato di creare una specie di federazione, abbiamo cercato di capire se in altre università si potesse per prima cosa creare delle associazioni e poi federarsi in una struttura nazionale di rappresentanza, magari anche a livello ministeriale – racconta ancora -. Quindi a cascata i diritti arrivavano in tutte le università dove gli studenti musulmani non hanno avuto le possibilità di fondarle queste associazioni. Il lavoro è stato molto complicato. Il progetto è nato ma poi è morto perché dobbiamo considerare anche il fatto che chi fa questo tipo di attivismo sono principalmente studenti, hanno i corsi, hanno lavori part time“.
L’articolo sul 7 ottobre a Israele, dove Hamas ha ucciso tanti giovani… “un Atto Rivluzionario”

Siher in un articolo scritto per ‘Voice over’ descriveva l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre del 2023 come “un atto rivoluzionario di decolonizzazione“.
Lo denuncia ‘Esperia’ che ha passato al setaccio social e articoli del 30enne indagato per istigazione a delinquere come presunto ideatore del Movimento 17 ottobre.
Interrogativi anche sulla ‘bio’ di Instagram scritta in arabo che recita “non puoi sconfiggere coloro che credono che la morte non sia la fine“, che potrebbe strizzare l’occhio a chi vede il martirio e la morte come strumenti di lotta.
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