Archiviata dal GIP la posizione di Rosamaria Elvo, nel procedimento a carico Emanuele Ragnedda
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REDAZIONE – Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Rosamaria Elvo, nel procedimento penale a carico di Emanuele Ragnedda per l’omicidio di Cinzia Pinna.
Rosamaria Elvo è estranea ai fatti. (Vedi)
(Con lei, archiviata anche la posizione di Luca Franciosi).
Si chiude così con l’archiviazione il procedimento penale nel quale Rosamaria Elvo era stata sottoposta a indagini per l’ipotesi di favoreggiamento. A comunicarlo è il legale della donna, Avv. Francesco Umebrto Furnari, che ha reso noto il provvedimento del Giudice per le indagini preliminari (Gip), chiedendo che l’esito giudiziario venga portato all’attenzione dell’opinione pubblica con un rilievo adeguato a quello riservato, nelle fasi iniziali, alla notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta.
Il difensore sottolinea di aver sostenuto fin dall’inizio l’estraneità della propria assistita ai fatti contestati, invitando gli organi di informazione alla prudenza e al rispetto della dignità personale, considerato che gli accertamenti erano ancora in corso e la posizione della donna non aveva ricevuto una definizione giudiziaria.
Secondo quanto evidenziato dal legale, tuttavia, la vicenda avrebbe avuto un’ampia esposizione mediatica, con titoli e accostamenti che avrebbero associato la donna alla figura dell’autore del grave delitto, contribuendo, a suo giudizio, a consolidare nell’opinione pubblica un’immagine di corresponsabilità prima della conclusione delle indagini.
Il difensore richiama inoltre l’attenzione sulle modalità con cui sarebbe stata rappresentata la figura di Elvo, imprenditrice e madre di una ragazza minorenne. L’identità personale e familiare della donna, sostiene il legale, sarebbe stata posta in particolare evidenza attraverso immagini e appellativi fortemente connotati, diversamente da quanto avvenuto per altri soggetti coinvolti nella stessa vicenda. Una rappresentazione che, secondo la difesa, solleva interrogativi anche sul rispetto della dignità della persona e sulla necessità di evitare stereotipi e discriminazioni di genere nell’informazione.
Alla luce del provvedimento di archiviazione, il legale chiede ora alle testate giornalistiche e mediatiche che avevano dato notizia dell’indagine di valutare la pubblicazione del provvedimento e l’eventuale aggiornamento o rettifica dei contenuti precedenti, con una visibilità adeguata alla rilevanza delle notizie diffuse in origine.
«La completezza dell’informazione non si esaurisce nel dare notizia dell’avvio di un’indagine: richiede anche che il suo esito trovi spazio e rilievo adeguati», è il principio richiamato dal difensore, che sottolinea le possibili ripercussioni dell’esposizione mediatica sulla reputazione e sulla vita privata della propria assistita.
L’obiettivo, conclude il legale, è garantire una ricostruzione della vicenda rispettosa dei principi di correttezza, equilibrio e completezza dell’informazione, affinché il pubblico possa conoscere anche la conclusione giudiziaria della posizione di Rosamaria Elvo.
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