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Ecco a cosa sono servite le manifestazioni di protesta: “saccheggio ai negozi di marca”

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REDAZIONE – La protesta è un diritto, i reati sono un’altra cosa: nessuna giustificazione per chi saccheggia o provoca violenza.

A Milano i teppisti sono tornati in bande. Di nuovo un tam-tam girato sui social e i giovanissimi (di 2/3^ generazione) incappucciati nelle felpe nere si sono ritrovati in via Torino e hanno invaso il centro. Sono arrivati a gruppetti e poi si sono uniti in bande di saccheggiatori.

Hanno preso d’assalto direttamente i c.d. negozi di Lusso che vendono scarpe, giubbotti di marca e telefonini a pochi passi dal Duomo. Quelli che normalmente non possono permettersi e acquistano fake. E hanno poi scaricato la rabbia sugli agenti di polizia che li inseguivano per fermarli. Alcuni hanno reagito tirando oggetti contro le auto degli agenti, persino un estintore.

I fermati sono oltre 200 e otto su dieci sono minorenni di origine straniera. Tantissimi appena adolescenti. Molti di seconda o terza generazione. Si stimano almeno 500mila euro di danni.

Ma per essere chiari…

Una cosa è scendere in piazza per manifestare pacificamente, esprimere il proprio dissenso e rivendicare diritti; un’altra è approfittare delle mobilitazioni per commettere reati, aggredire persone, danneggiare attività commerciali e assaltare negozi di marca.

Se, come mostrano le immagini e le cronache di questi episodi, gruppi di facinorosi (c.d. Maranza di 2/3^ generazione e di origine straniera), approfittano delle manifestazioni per scatenare disordini al fine di saccheggiare negozi, soprattutto di marca, e la responsabilità non può rivolgersi a chi protesta pacificamente.

Le due cose non devono essere confuse né strumentalizzate, anzi, vanno ampiamente messe in evidenza. Gli studenti che manifestano pacificamente hanno pieno diritto di far sentire la propria voce e non possono essere accomunati a chi sceglie la violenza e il saccheggio.

Allo stesso modo, chi commette questi reati non può nascondersi dietro una protesta legittima per coprire le proprie azioni delinquenziali.

La protesta merita ascolto. I reati richiedono responsabilità e pugno duro. Confondere le due cose significa fare un torto sia agli studenti che manifestano civilmente, sia ai cittadini che subiscono le violenze.

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