Il Tempo del sole
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REDAZIONE – Nel tempo solare è contenuta la vera saggezza del nostro tempo umano. Davanti ai nostri occhi, lentamente, tramonto dopo tramonto, la sera e la notte si stanno rivestendo del loro naturale abito. L’ora legale, cosiddetta, ma che brutta espressione! agonizza in una atmosfera artefatta di luci artificiali e di frenesia commerciale, di acquisto compulsivo. Si dice che questa serva per allungare… gli affari, le vendite, l’apertura e il consumo sino all’ultimo minuto possibile. Perché, il tempo per comprare e spendere non basta mai! E così viene ridotto il tempo per noi stessi, per la famiglia, gli affetti e i sentimenti più cari. Mentre, per questi non c’è tempo!
Dunque, giunge la notte, quella vera, e si mangia tutto e non rimane nient’altro da fare che andare a dormire. Alla resa dei conti, qual è stato il guadagno? Economico, sì, forse, ma non in umanità. Anzi, se da una parte si è acquistata qualche entrata monetaria, dall’altra ci si è impoveriti, perché poco o niente è stato il tempo donato a un amore, a un’amicizia, a un’opera di bene, ad ascoltare e a guardare negli occhi un familiare o un collega di lavoro. Non è vero che l’ora legale ci offre più possibilità nel quotidiano vissuto relazionale. Al contrario, ci priva delle vere sostanze della nostra vita, toglie il giusto valore alle relazioni, impoverisce il nostro tornaconto affettivo.
Un tempo, non molto lontano, il sole, con la sua alba e il suo tramonto, regolava naturalmente la vita degli uomini e delle donne, nelle campagne come nei centri urbani, a qualsiasi ceto sociale, culturale, professionale appartenessero. In particolare chi viveva e lavorava nelle campagne seguiva, con gran cura, il tempo del sole nel succedersi delle stagioni. E tutti costoro erano molto saggi. Infatti, è stato scritto: “La mente del saggio conosce il tempo” (Qo 8, 5). Quando l’ora era solo quella solare, si era tutti discepoli, allineati e obbedienti, del sole maestro. Lo si seguiva dal suo sorgere al suo zenit, dal pomeriggio allo sfumare dei colori d’arancio sino al giungere delle ombre notturne e riposanti. Allora, le ore non correvano e non le si rincorreva per un solo soldo in più.
L’uomo della terra, il contadino e il pastore, non rubava il tempo accelerandolo, ma lo amministrava così assai saggiamente che, chi sa perché, c’era sempre anche il tempo del buon pasto familiare, dell’amicizia fraterna, del racconto moraleggiante, della bella solidarietà, del buono e caro vicinato, della domenica del Signore, del lavoro e della preghiera. Il tempo era una cassa dalla quale prelevare le preziose monete dell’attenzione e del riguardo per i familiari, i colleghi e i conoscenti tutti. Si lavorava, e tanto, nei campi, nelle campagne, in casa, ma dopo il tramonto del sole e il suono mesto dell’Ave Maria, restava ancora tempo per la famiglia riunita attorno al gioioso focolare domestico, che attirava e faceva unità, per ascoltare divertiti i racconti degli antichi e per dire un pur semplice: Grazie! al Signore del cielo e della terra, del sole e della luna.
Don Sandro Serreri
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