Caricamento in corso

Caro energia. In Sardegna i costi sono sopra la media nazionale

.

REDAZIONE – Grazie a Trump e Netanyahu… il caro energia continua a pesare fortemente su famiglie e imprese italiane: infatti, dall’inizio del conflitto in Iran, secondo l’aggiornamento CNA al 30 settembre, il maggiore esborso rispetto ai prezzi medi di febbraio è stimato in 16,5 miliardi di euro, con il rischio di arrivare a circa 33 miliardi entro la fine del 2026 se i prezzi di elettricità e gas resteranno sui livelli di settembre.

In Sardegna la situazione appare particolarmente delicata, anche per gli effetti strutturali dell’insularità e per la forte presenza di micro e piccole imprese. Al 30 settembre il gasolio costa 2,339 euro al litro, contro una media nazionale di 2,207 euro, mentre la benzina raggiunge 2,122 euro, rispetto ai 2,028 euro nazionali. Il prezzo dell’elettricità, inoltre, è salito a circa 208 euro/MWh, contro i 114,41 euro di febbraio, con un incremento dell’82%.

L’Isola si colloca così tra le regioni con i prezzi del gasolio più elevati, al terzo posto a pari merito con la Calabria, mentre le imprese sarde hanno registrato nell’ultimo semestre un aumento della spesa energetica del 76,5%, con rincari superiori al 20% per una parte delle attività.

Per la CNA Sardegna, l’aumento dei costi si traduce in margini più ridotti, investimenti rinviati e maggiori difficoltà per le imprese, soprattutto per quelle che dipendono quotidianamente dalla mobilità su strada. L’associazione chiede quindi interventi strutturali e investimenti infrastrutturali capaci di ridurre il divario energetico dell’Isola rispetto al resto del Paese.


Pioggia di rincari per la guerra in Iran, per una famiglia con due figli +1.415 euro

Pioggia di rincari per la guerra in Iran: sulla base dell’inflazione acquisita dall’Istat per l’intero 2026 e considerata la totalità della spesa annua per consumi delle varie tipologie di famiglie, – calcola il Codacons – l’impatto dei rincari scattati dall’inizio del conflitto porterà un pensionato che vive da solo a spendere in totale 667 euro in più rispetto allo scorso anno a parità di consumi (e nell’ipotesi in cui i prezzi si mantengano ai livelli attuali). Per un single sotto i 35 anni l’aggravio di spesa sarà di 704 euro, mentre una coppia senza figli dovrà mettere in conto 1.167 euro in più a fine anno. Per una famiglia monogenitoriale la spesa annua risulterà più elevata di 976 euro, che salgono a +1.281 euro per una coppia con un figlio e raggiungono i 1.415 euro se i figli a carico sono due.

I rincari di prezzi e tariffe hanno un peso diverso anche a seconda della fonte principale di reddito di una famiglia – rivela il Codacons -. In base alla classificazione della condizione professionale del capofamiglia così come definita dall’Istat, un disoccupato si ritroverebbe a spendere a fine 2026 +701 euro, che diventano +936 euro se lo stipendio principale in casa è quello di un operaio, +1.259 euro per un quadro o un dirigente, +1.616 euro per un imprenditore o libero professionista.

.

.

.

Commento all'articolo