Francesco Vittiello. “La dignità dei numeri e il peso del fuoco amico”
.
I rigurgiti post elezioni…
REDAZIONE – Dalla pagina Facebook di Francesco Vittiello (Gruppo Buon Vento).
“È necessaria un’operazione di verità e trasparenza nei confronti dei cittadini cosa che farò con la mia consueta (e talvolta non apprezzata) schiettezza. I numeri parlano chiaro e dicono che perdere un’elezione con 1900 voti di scarto non è una semplice sconfitta, è una #debacle. Bastava sommare i voti di due amministratori uscenti e lo avrebbe capito anche un bambino che bastavano solo quelli per far vincere il sindaco uscente. Un divario simile non è in alcun modo imputabile, com’è stato tentato immediatamente, a chi, come me, ha lavorato “pancia a terra” senza essere nemmeno candidato alla carica di sindaco.
Il vero tracollo ha un’origine precisa: il fuoco amico.
Mentre sul territorio si stringevano mani e si cercavano consensi, dentro la nostra stessa lista c’è stato chi ha remato contro. Soprattutto contro il candidato sindaco ed il sottoscritto. Soggetti che hanno lavorato scientificamente per far fallire ogni trattativa con altri gruppi e persone. Una strategia distruttiva dettata non dal bene del progetto comune, da una mera e miope ambizione personale nonché dalla “missione” di “farmi fuori” forse perché troppo intransigente sul principio del bene pubblico prima dell’interesse politico personale.
Il dato umano, prima ancora che politico, è specchio di questa dinamica, mi sono mancati molti voti di persone che mi avevano garantito personalmente il proprio sostegno con un netto “ci sono”, una settantina hanno poi scelto un’altra strada all’ultimo momento.
A chi invece è rimasto fedele alla parola data e a chi mi ha espresso la propria preferenza va il mio ringraziamento più sincero, espresso singolarmente e di persona.
A chi ha preferito i giochi di palazzo e i “tagliafuori” ricordo che la politica si fa con la coerenza e con i fatti.
Le uniche proposte operative concrete messe sul tavolo sono state le mie, dal riciclo della posidonia, all’affido del verde pubblico, all’ accessibilità degli edifici pubblici, alla sicurezza fino all’introduzione del trituratore per gli sfalci. Idee forse non capite da questi soggetti, ma che certificano la distanza tra chi propone soluzioni astratte o sociologiche per il paese e chi preferisce le imboscate. Non sono queste idee ad aver fatto perdere per oltre 1900 voti!
Sono uscito da questa competizione a testa alta e con una certezza : non sono io l’uomo dei giochi sporchi o quello che a 18 ore dalla sconfitta è andato a chiedere le dimissioni del candidato sindaco e di un paio di “vecchi” della lista.
Detto ciò posso, in tutta coscienza, poter dire che la mia dignità politica e umana resta intatta. Quella di chi ha tradito il progetto, al contrario, è irrimediabilmente compromessa. In un paese piccolo come il nostro anche le pietre sanno come sono andate veramente le cose prima e dopo la sconfitta. Le maschere cadono in fretta e la verità, prima o poi, si fa sempre strada perché non è mai stata mia abitudine fare da capro espiatorio per l’incapacità e per le bassezze altrui.
Termino augurando alla nostra città un’amministrazione ed un futuro migliore con la speranza che nei prossimi anni non raggiunga quel “punto di non ritorno dei 9.999 residenti” che ne segnerà la fine.”
Un commento…

.
.
.



Commento all'articolo