Golfo Aranci, il nubifragio di ieri presenta il conto: “danni per centinaia di migliaia di euro”
.
REDAZIONE – Edifici pubblici allagati, strade dissestate, attività commerciali e depositi danneggiati. Distrutte anche diverse spiagge, tra cui Cala Moresca. Il Comune di Golfo Aranci prepara la richiesta dello stato di calamità.
È pesante il primo bilancio dei danni provocati dal violento nubifragio che ieri si è abbattuto su Golfo Aranci. A distanza di poche ore dall’ondata di maltempo, il paese deve fare i conti con una situazione particolarmente critica, tra infrastrutture danneggiate, edifici allagati, attività economiche messe in ginocchio e tratti di costa profondamente modificati dalla forza dell’acqua.

Questa mattina il sindaco Giuseppe Fasolino ha avviato le verifiche sul territorio, concentrando l’attenzione soprattutto sulle condizioni degli edifici pubblici raggiunti dall’acqua. Per alcuni immobili saranno necessari interventi di messa in sicurezza, lavori di ripristino e opere di manutenzione straordinaria. Una prima stima lascia già prevedere una spesa nell’ordine di diverse centinaia di migliaia di euro.
Particolarmente delicata anche la situazione della viabilità. Diverse strade risultano dissestate, con conseguenze che richiederanno interventi urgenti per ripristinare le condizioni di sicurezza e la normale circolazione.
A questo quadro si aggiungono i danni alle proprietà private. L’acqua ha invaso locali commerciali, laboratori artigianali, magazzini e depositi, compromettendo attrezzature, macchinari, materiali e merci. Per alcune attività produttive e commerciali le conseguenze economiche potrebbero essere particolarmente pesanti, considerato che una parte dei beni danneggiati potrebbe risultare ormai inutilizzabile.
Oltre 170 millimetri di pioggia in poche ore
A rendere ancora più significativo il quadro dell’emergenza sono i dati meteorologici. Secondo le rilevazioni dell’Arpas, a Golfo Aranci sono caduti 173 millimetri di pioggia in appena sei ore, una quantità pari a circa il doppio delle precipitazioni normalmente attese nell’arco di un intero mese tra ottobre e novembre. La stazione di Capo Figari ha inoltre registrato accumuli giornalieri ancora più elevati, indicati in 239 millimetri da una rilevazione riportata dalla stampa locale.
La violenza delle precipitazioni ha trasformato diverse strade in veri e propri torrenti, trascinando fango e detriti verso il centro abitato e le zone costiere. Particolarmente colpite anche alcune abitazioni al piano terra, cantine e garage. Tra le situazioni più delicate quella della casa di riposo comunale, dove gli anziani ospiti erano stati trasferiti preventivamente ai piani superiori per evitare conseguenze più gravi. Complesso anche il soccorso a un pensionato di cento anni.
Per fronteggiare l’emergenza sono intervenuti i Vigili del fuoco, compresi i sommozzatori, insieme alle associazioni di Protezione civile di Olbia, San Pantaleo, Capo Ceraso e Monte Ruju. Il Centro operativo comunale (Coc), attivato già dal pomeriggio di mercoledì 4 novembre, è rimasto operativo per coordinare gli interventi e l’assistenza alla popolazione. Fortunatamente non si registrano vittime né feriti a Golfo Aranci.
Spiagge devastate e polemiche sull’allerta meteo

Tra le immagini più significative del disastro ci sono quelle degli arenili, profondamente modificati dalla massa d’acqua e dal fango. Cala Moresca, una delle località naturalistiche più conosciute e apprezzate del territorio, ha subito conseguenze pesantissime. Danneggiata anche la Terza Spiaggia, con tratti di arenile praticamente cancellati dalla forza delle acque.
L’accaduto riporta al centro del dibattito anche le polemiche che nelle ore precedenti avevano accompagnato l’allerta meteo diramata dalla Protezione civile regionale. In diversi centri della Gallura non erano mancate ironie e perplessità sull’intensità delle previsioni, soprattutto dopo che gran parte della perturbazione sembrava destinata a scaricarsi in mare.
Golfo Aranci, però, ha rappresentato una drammatica eccezione. La scelta del sindaco Fasolino di attivare preventivamente il Coc e mettere al sicuro gli ospiti della casa di riposo dimostra quanto sia importante non sottovalutare gli avvisi di rischio, soprattutto quando è prevista un’allerta rossa.
La Corsica conta due vittime

Il bilancio assume contorni ancora più drammatici guardando alla vicina Corsica, investita in pieno dalla stessa perturbazione. Nel sud dell’isola francese si contano purtroppo due vittime: nella notte tra giovedì e venerdì un’automobile è stata travolta dalle acque alluvionali lungo la strada tra Bonifacio e Porto Vecchio. A bordo viaggiavano tre persone: una è riuscita a mettersi in salvo ed è stata soccorsa, mentre le altre due sono morte. In alcune zone della Corsica-du-Sud le precipitazioni hanno raggiunto anche i 300 millimetri.
Per Golfo Aranci, adesso, comincia la fase più impegnativa: quella della ricostruzione e della quantificazione economica dei danni. L’amministrazione comunale ha annunciato che nella prossima settimana delibererà lo stato di calamità naturale, avviando le procedure per rappresentare alle istituzioni regionali e nazionali la gravità delle conseguenze del nubifragio e chiedere il sostegno necessario per il ripristino del territorio.
.
.
.



Commento all'articolo