La Pista Ciclabile. La Bazzecola tornasole che fa comodo ai soliti canta storie
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Governo Berlusconi: dal 2010 fino al 16 novembre 2011.
Prima, però, c’era Prodi
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REDAZIONE – Anche se il prossimo anno si va al voto, diciamo pure le cose come stanno (e come tutti sanno):
È una brutta storia che inizia nel 2007. A Palazzo Chigi Romano Prodi stabilisce di svolgere vertice G8 nell’isola di La Maddalena, con l’intento di rilanciare in chiave turistica l’economia dell’Arcipelago all’indomani dello smantellamento della base navale americana.
Da premettere che in questa Isola, (come dappertutto), il primo che si alza la mattina, comanda… quindi nel convincimento di continuare a censire la vita degli altri a modo proprio, e in modo becero e preistorico, ogni tanto spunta fuori qualcuno che batte il chiodo, con il solito modo grossolano del “bastian contrario”, senza il dovuto senso e non tenendo conto che ormai certe “cazzate” non fanno più breccia…
La Maddalena, doveva essere la sede del vertice G8 del 2009, per poi partire con una nuova riconversione economica epocale annunciata: il “grande evento” firmato dai nuovi potenti di Forza Italia, (centrodestra), Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso, ci ha invece lasciato letteralmente in braghe di tela!
Ad oggi, trascorsi 26 anni da quella gloriosa impresa, senza mai avere una risposta da chi di dovere, l’ex arsenale di La Maddalena con il suo Albergo ex Ospedale Militare, (e tutto il progetto che ne conseguiva), sono diventati i monumenti che più di ogni altro ricorda, l’incapacità di portare a compimento questa importante opera pubblica… che addirittura avrebbe persino dato fastidio anche alla Costa Smeralda e a tutto il sistema cantieristico/turistico della zona, sino ad Olbia.
Ma questa, come tutti sappiamo, è una storia ben nota e molto travagliata, fatta di interferenze politiche, di procedure accelerate, con fiumi di denaro pubblico, interessi privati e tutte riguardanti numerosi procedimenti giudiziari spariti nel nulla. Ma soprattutto, una storia fatta di scandali impuniti, sprechi e inquinamento che vedono coinvolti numerosi personaggi a tutti i livelli, anche del centrodestra nazionale e regionale… ed in particolare, ciò che ci amareggia, è che a pagarne le pene di questo disastro siamo stati solamente noi maddalenini, bloccati nel portare avanti le nostre iniziativa e i nostri interessi utili per risollevare l’Isola.
Altro che pista ciclabile sbagliata…
Mi pongo alcune domande:
- Vogliamo continuare così, senza pensare di andare avanti e promuovere i nostri progetti, aspettando l’asino che atterra dai limpidi cieli della politica?
- Vogliamo continuare ad ascoltare le supercazzole dei soliti inventori dell’acqua calda allo sbaraglio, già convinti di vincere le prossime elezioni comunali… continuando ad utilizzare la consueta mannaia della confusione, con i soliti divieti e negazioni di ogni genere, celati dietro la nota maschera ambientalista… peraltro caldeggiata da un Parco indescrivibile?
Liberi di scegliere…
Ma se tu dall’altipiano riguardi il mare… forse vedi anche un pista ciclabile?

Oggi, dal quotidiano L’Unione Sarda, (a firma di Claudio Ronchi), ci tocca leggere anche la posizione di Franceschino Bardanzellu, ex preistorico consigliere comunale di minoranza di Alleanza Nazionale, (che peraltro non ha mai amministrato la nostra Isola direttamente da amministratore), riguardo la pista ciclabile in costruzione sul Lungomare Mirabello, tra la strada per Moneta e Caprera. Un’opera voluta dall’Amministrazione Lai, con fondi specifici Europei, in attesa della tanto decantata riconversione turistica maddalenina.
In sintesi, Bardanzellu sostiene – politicamente – che:
- La nuova pista ciclabile penalizza l’ex ospedale militare perché lo separa dal mare e dall’area portuale. (Quindi? Quale portualità)
- La realizzazione proprio all’inizio della banchina renderebbe difficile sfruttare la portualità e ridurrebbe il valore dell’albergo. (di quale Albergo? di quale specchio acqueo?)
- Secondo Bardanzellu, si poteva collocare la pista sul lato opposto della strada, oppure utilizzare un percorso alternativo passando per la zona delle “Due Casette” e poi lungo la strada chiusa dalla Marina Militare fino a Moneta (Luogo in cui è stata costruita la Palestra e la Piscina militare). (Dovrebbero quindi dividere in due la Scuola Sottufficiali? Cosa ne pensa il Ministero Difesa)
- Questa strada alternativa era stata utilizzata in passato, prima che il lungomare venisse vietato ai civili e, secondo Bardanzellu, andrebbe riaperta. (Ora? dopo i numerosi ampliamenti e le modifiche fatte?)
- Già ai tempi del G8 si era pensato di evitare il Lungomare Mirabello per mantenere la continuità albergo-mare, usando un collegamento lungo la Via Indipendenza, ma il progetto fu scartato per motivi di spazio. (Veramente volevano deviare il tratto di Via Mirabello utilizzando l’area dietro l’ex Ospedale Militare. Chissà perchè non è stato fatto?)
Insomma… Tutto questo come dire: se mio nonno avesse avuto le ruote, sarebbe stato un carrello…
Bardanzellu, così, per queste ragioni, definisce categoricamente la scelta dell’amministrazione Lai “completamente sbagliata” ed auspica un intervento della Regione Sardegna, proprietaria dell’immobile.
Ma allora: anche la strada sarebbe di proprietà della Regione?
Tenuto conto che ogni legittima opinione è rispettabile, e visto che questa mattina mi sono svegliato io per primo, intendo sostenere la mia opinione: le affermazioni di Bardanzellu, per quanto mi riguarda, sono totalmente da respingere al mittente, perché francamente sono prive di fondamente logico, razionale e politico. E soprattutto: fuori luogo e fuori tempo.
- Vogliamo dimenticare il lavoro fatto dalla Marcegaglia che aveva ottenuto in concessione i beni in argomento, senza mai muove un dito, e ricevendo poi dallo Stato persino un mega risarcimento milionario? Ma per quali danni subiti?
Quindi mi domando ancora:
- Nel 2025… (dopo tutto questo immane disastro)… perché l’Amministrazione Lai “ha completamente sbagliato” a portare avanti il progetto della pista ciclabile, (con il contributo dell’Unione Europea)?
- Cosa e a chi doveva aspettare l’Amministrazione Lai per realizzate il suo progetto, così come invece stanno facendo anche tantissimi Comuni italiani, senza tante pretestuose interferenze insensate?
Tutto si può dire e di tutto ci si può lamentare, ma la genesi degli eventi va sempre tenuta in debita considerazione… senza tentare però il solito minestrone politico di convenienza…
Le giuste osservazioni e lamentele di Bardanzellu, (sotto certi aspetti) riguarderebbero – anche con giusta ragione – se riferite a quel disastroso progetto G8 che ha fatto finire tutti a gambe all’aria, e che ha fatto saltare anche quelle piccole modifiche stradali davanti all’ex Ospedale militare, da lui lamentate.
Tutto questo è catastroficamente logico e consequenziale… un danno enorme che non coinvolge solo il progetto della pista ciclabile… ma tutta la vitalità isolana…
Quindi: grazie alla spregiudicata azione di quella brutta politica – e dei vari autorevoli giocolieri di quel tempo, (ed anche altri che ne sono venuti dopo… Es. ricordiamo Solinas) – non mi resta che dedurre che la nostra comunità Isolana è rimasta incartata per lunghissimi anni… e che quei signori tanto osannati dal popolo ormai confuso, non hanno fatto altro che sbattersene altamente di noi a gonfie vele.
La Pista Ciclabile dell’Amministrazione Lai, caro Bardanzellu, ritengo sia un’opera utile… peraltro un opera in più per la nostra isola che sino ad oggi non esisteva.
Ma, ad onor del vero, è anche un opera comoda per qualcuno che vuole battere legna ad ogni prima occasione, che vuole utilizzare questa bazzeccola-politica solo ed esclusivamente per ragioni di tifoseria elettorale… e/o per mettere le dita nella gustosa prossima marmellata comunale… utilizzando, ovviamente, ogni bacchetta magica a disposizione.

Concludo dicendo: qui… o si va avanti… o si rimane tra Via Garibaldi e Piazza Rossa… fischiettando “Bella ciao”… con quistu o con quiddu…
(Alberto Tinteri – cittadino… senza marmellata)
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