Parco di La Maddalena. “Lettera aperta al Ministro Fratin”
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REDAZIONE – Dal sito Il Sussidiario.net, del 30 settembre 2026: “l’arcipelago della Maddalena, in Sardegna, è un paradiso fragile. Lettera aperta a Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, perché protegga ambiente e territorio”.
“Signor Ministro,
chi Le scrive questo accorato appello è una persona che, nel corso di oltre 40 anni della sua vita, ha avuto nel viaggio non solo una magnifica opportunità per conoscere il mondo nei suoi molteplici aspetti, ma anche per esplorare profondamente l’essere umano che lo abita e il suo rapporto con quella meravigliosa forza che è la natura.
Amo moltissimo l’Italia, che è il luogo dove sono nato, ma molti anni fa pensavo di aver vissuto il mare più bello della mia vita alle isole Fiji, dove approdai dopo 36 ore di volo.
Mi sbagliavo, perché poco tempo dopo conobbi l’arcipelago della Maddalena, una meraviglia unica e sicuramente il luogo più bello da me visto nel Mediterraneo. E non solo per il suo mare dai variegati e splendidi colori, ma anche per le sue 45 isole, modellate dal granito, alle quali il vento e il mare hanno spesso dato forme assimilabili a vere e proprie sculture, che si inseriscono nelle innumerevoli e paradisiache cale. Madre Natura ha completato poi l’opera, ornandole di flora e popolandole di fauna particolare.
Abitato dall’uomo fin dalla preistoria, questo arcipelago è stato considerato di estrema importanza strategica e, per questo, occupato militarmente (quindi isolato) fino a non molti anni fa.
Uno dei problemi che ancora sta mettendo a rischio la sua sopravvivenza risiede da anni nel fatto che un turismo massivo, attirato dalle bellezze naturali uniche, ha iniziato un processo di vera e propria disgregazione, nonostante l’arcipelago sia da molto tempo Parco nazionale e quindi una zona che dovrebbe essere protetta, vista la sua estrema fragilità ecologica.

Per questa ragione, circa 4 anni fa intervistai l’allora sindaco Montella e altri personaggi coinvolti, con le loro attività di volontariato, nella protezione dell’ambiente.
Il problema, caro Ministro, è che, invece di migliorare, la situazione dell’invasione di migliaia di turisti, spesso mordi e fuggi, e dei loro veicoli o natanti, che agiscono senza il minimo rispetto per il territorio e infrangendo qualsiasi regola, è estremamente peggiorata, vista l’assenza di controlli promessi nel tempo ma mai organizzati, le ridicole sanzioni per chi viola le regole e la mancanza di strutture, oltre che, ovviamente, di personale.
Difatti, anche per questo, di recente si è registrato un segnale gravissimo, con un incendio che, nell’isola di Santa Maria, ha divorato circa 35 ettari di territorio, distruggendo ginepri secolari e uccidendo gran parte della fauna presente: un vero «11 settembre» (data del tragico evento) ecologico.
Le cause, ovviamente, non sono naturali, ma umane: si sarebbe potuto limitarne i danni non solo se il territorio fosse stato coperto da telecamere che avrebbero permesso di lanciare un tempestivo allarme, ma anche se squadre addestrate avessero partecipato al suo isolamento e spegnimento, avvenuto solo dopo una tardiva e incompleta operazione di un Canadair. Per non parlare di personale o droni a sorvegliare i luoghi.
Questa tragedia completa, purtroppo, il quadro di un’inefficienza dello Stato nella protezione del proprio territorio. Dopo anni di denunce di migliaia di natanti che gettano le loro ancore anche a basse profondità, spesso senza rispettare le distanze dalle coste, falciando la Posidonia oceanica; di vere e proprie orde di turisti che occupano con le loro auto o camper le strade, impedendo il passaggio pure ai mezzi di soccorso, e decorano le innumerevoli spiagge abbandonando i loro rifiuti o organizzando grigliate pericolosissime; nonostante da alcuni anni si sia promesso un contingentamento dei flussi turistici, che dovrebbero lasciare i mezzi autorizzati in un parcheggio mai costruito e poi utilizzare bus elettrici per spostarsi, nulla è stato compiuto per mancanza di mezzi e personale che, mi lasci aggiungere, dovrebbero proteggere un Parco naturale unico al mondo e garantirne la sopravvivenza.
Invece, possiamo contare solo su gruppi di volontari nella pulizia delle spiagge, tra i quali ne spicca uno chiamato Plastic Free, il cui responsabile, l’ex sottufficiale della Marina Gianpiero Carcangiu, combatte da anni un’encomiabile battaglia ecologica; sulla incredibile figura della dottoressa Giudice, presidente dell’Ente Parco Nazionale della Maddalena, che cerca anche lei ostinatamente di perseguire, attraverso la sua estrema conoscenza del territorio, la protezione di questo angolo di paradiso, riuscendoci alle volte con la sua professionalità, unita a un sincero amore per il luogo, ma senza mezzi e spesso senza collaboratori che la assecondino nell’ormai cronica mancanza di personale. Bisognerebbe affiancarle un direttore sulla sua stessa linea di competenze, in modo che possa aiutarla nell’importante missione.
La politica è totalmente assente da anni e il rischio è che un territorio amato dal grande Garibaldi possa subire danni incalcolabili.
Signor Ministro, intervenga al più presto e risponda con fatti finalmente concreti, coinvolgendo non solo uomini e mezzi necessari, ma anche con l’applicazione di un piano di salvaguardia di un posto dal fragilissimo equilibrio ecologico.
È urgente fare qualcosa, perché, se Garibaldi dovesse resuscitare, sarebbe arrabbiatissimo… così come noi!
Grazie della Sua attenzione”.
Guido Gazzoli – da Il Sussidiario.net
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